La fine del Tour de Ski e i risultati riportati sull’Alpe del Cermis (ma non solo) da parte di Mattis Stenshagen ed Emil Iversen accendono il dibattito sulla composizione della squadra norvegese per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Ad esporsi in tal senso arriva addirittura l’uomo simbolo del fondo norvegese: Johannes Høsflot Klæbo.
Il vincitore della classifica generale del Tour de Ski non ha usato giri di parole: «Per me sono entrambi sono grandiosi» ha detto a VG il campione riferendosi alle possibilità olimpiche dei compagni di squadra, risultati alla mano: «Hanno fatto tutto quello che ci si poteva aspettare. Hanno podi, vanno forte sia in classico sia in skating. È difficile presentare una candidatura migliore di questa».
Una dichiarazione pesante, che arriva in un momento delicato. La Norvegia ha già ufficializzato cinque atleti per l’Olimpiade, ma restano tre posti ancora da assegnare. Nonostante l’ottimo inverno, a Stenshagen e Iversen è stato comunicato che dovranno passare anche dai Campionati Norvegesi di metà gennaio per dimostrare ulteriormente il proprio valore. Una scelta che ha generato frustrazione, soprattutto nel vincitore del Cermis. «Ogni anno viene redatto un documento informativo stagionale che funge da quadro di riferimento, in cui si afferma che il Campionato Nazionale deve essere utilizzato in casi particolari di dubbio. Se la forma che ho mostrato ultimamente è un caso particolare, allora non capisco molto.» ha riferito nei giorni scorsi Stenshagen a VG.
Klæbo non nasconde di comprendere il malumore dei compagni: «Capisco benissimo la frustrazione. È una situazione dura. Bisogna provare a vedere entrambe le parti, ma non è sempre facile accettare tutto». E sulla necessità di un’ulteriore verifica al campionato nazionale è ancora più diretto: «No, non penso che serva. Hanno mostrato una forma stabile e di alto livello per tutto l’inverno. Non vedo cosa possa cambiare un solo weekend di gare».
Anche Emil Iversen, terzo sul Cermis, attende ancora una risposta definitiva sul proprio futuro olimpico. Due vittorie in Coppa del Mondo, tre podi complessivi e prestazioni di alto livello su distanze e tecniche diverse non sembrano aver ancora garantito la convocazione per le gare a cinque cerchi in Val di Fiemme. «Non vado forte per rabbia o frustrazione» ha chiarito. «Vado forte perché sono in una condizione che appartiene ai grandi eventi». E aggiunge un concetto chiave, condiviso da molti atleti: «Ricevere la conferma dopo i Campionati Norvegesi è tardi, soprattutto per chi prepara le distance. A questo livello anche la serenità mentale fa la differenza».


