La nazionale della Norvegia di biathlon, affiancata da uno psicologo, Arne Joerstad Riise dell’Olympiatoppen, dopo la tragica scomparsa di Sivert Guttorm Bakken, riprenderà le competizioni ad Oberhof, Germania a partire da domani, giovedì 8 gennaio. Nella giornata di oggi, mercoledì 7 gennaio, i biathleti hanno incontrato la stampa e hanno parlato delle loro emozioni e sensazioni.
A TV 2, Martin Uldal spiega: “È assolutamente terribile che se ne sia andato”. Vetle Sjaastad Christiansen è dello stesso avviso e ritiene che i prossimi giorni saranno speciali e difficili: “Non si sa mai esattamente cosa porterà il dolore. Può togliere e dare energia. Sono un po’ perso. Il Natale non è andato come previsto,. Sono stato molto tempo da solo per provare a realizzare quanto accaduto”.
Christiansen poi continua a spiegare com’è affidare i propri pensieri ad uno psicologo: “È assolutamente fantastico. Lo consiglio a tutti. Quando si attraversano momenti difficili, qualunque essi siano, la cosa peggiore che si possa fare è sedersi e farsi compagnia con i propri pensieri. Bisogna condividerli con qualcuno”.
Martin Nevland, alla prima convocazione in Coppa del Mondo, è tra coloro che hanno approfittato dell’offerta: “È stato bello parlare e aprirsi su quanto accaduto. È una situazione molto speciale”. Stesso pensiero di Isak Frey: “È molto bello averlo con noi. È bravo. È positivo che ne parliamo e che non tutti vadano in giro a pensare male”.
Gli atleti elogiano l’associazione e affermano di essere stati assistiti molto bene durante un periodo difficile e Uldal spiega: “Bisogna essere pronti a essere pronti a competere. Fare entrambe le cose. Si può elaborare il lutto e competere allo stesso tempo. Poi si tratta di concentrarsi su ciò che si deve fare”. Christiansen aggiunge: “Eravamo tutti d’accordo sul fatto che non fosse pericoloso mostrare le proprie emozioni, anche se si stava per partecipare a una gara di sci. Probabilmente domani sarà un ottovolante di emozioni”.
Il CT della nazionale Per Arne Botnan conferma che prima dei Giochi Olimpici la squadra tornerà al Passo di Lavazé, proprio il luogo in cui Bakken è stato trovato privo di vita: “Il ritiro preolimpico si terrà a Lavazé come previsto. Ne abbiamo discusso, ma molti pensano che Sivert non sarebbe stato d’accordo se avessimo scelto un altro luogo. Ne abbiamo parlato e dopo che molti ci hanno pensato siamo giunti alla conclusione che era il luogo giusto. Come ho detto: Sivert non avrebbe voluto una seconda scelta, quindi abbiamo scelto la migliore”.
Johanes Dale-Skjevdal sottolinea l’importanza di tornare a Lavazé per avere nuovi ricordi: “Ne abbiamo discusso internamente. Per me è molto bello. Il mio suggerimento è che sarebbe stato molto peggio non andarci mai più. Per me è molto importante tornare in quel posto. Allo stesso tempo, proverei grande rispetto se fosse diverso per coloro che erano effettivamente lì. Ho detto che le loro argomentazioni dovrebbero avere il massimo peso”.
Grande commozione anche per Ingrid Landmark Tandrevold che ha vissuto i tragici momenti del ritrovamento di Bakken in prima persona, trovandosi nello stesso hotel del collega: “E’ stata ovviamente un’esperienza che non avrei mai pensato di dover provare, straziante sotto ogni punto di vista. Prima di tutto sei triste, ma poi capisci quante persone saranno colpite, a partire dalla famiglia di Sivert a cui ho pensato moltissimo”.


