È un Markus Cramer soddisfatto al termine del Tour de Ski. La gara a tappe che si è svolta tutta in Italia ha messo in evidenza una squadra azzurra in buona condizione.
«È stato un Tour de Ski positivo per noi – ha detto l’allenatore tedesco a Fondo Italia – davvero ottimo aver chiuso con due atleti in top ten, con Pellegrino 4° e Barp 9°. Certo, dispiace che Chicco non sia riuscito a chiudere sul podio, ma alla fine ha mostrato nuovamente di essere un atleta completo. Anche Elia è stato protagonista di ottime gare e chiudere tra i dieci non è stato affatto banale. Anche dalle donne sono arrivati dei risultati positivi nelle singole gare. Ganz era un po’ dispiaciuta perché sperava di chiudere in top quindici della generale e ha concluso 17ª. Ma è stata protagonista di un buonissimo Tour de Ski. Direi che in generale siamo sulla strada giusta verso le Olimpiadi».
Pellegrino ha fatto un’ottima impressione. Lui ha più volte detto che ai Giochi Olimpici punta a una medaglia di squadra. Lei crede abbia buone chance anche nelle gare individuali?
«Pellegrino è in buona forma. Ora l’obiettivo è quello di non ammalarsi e preparare al meglio l’appuntamento olimpico. Adesso abbiamo le tappe di Oberhof e Goms, poi andremo in raduno a Dobbiaco per preparare i Giochi. Penso che abbia tutte le possibilità di lottare per le medaglie anche nelle gare individuali: skiathlon, sprint seppur a classico e nella 50 km. Anzi quest’ultima credo sia il suo obiettivo principale e non dimentichiamo che nel 2023 chiuse decimo a Planica. Uno come lui nella mass start può sempre lottare per il podio».
Barp continua a migliorare gara dopo gara.
«Si, Elia ha fatto un grande passo avanti. Soprattutto dopo quanto gli era accaduto lo scorso anno a Trondheim, sono felice per lui, perché è tornato ed è anche un atleta migliore rispetto allo scorso anno, avendo fatto passi avanti in tutto. Lui lavora duramente ogni giorno, non tralascia nessun particolare, si concentra soprattutto sulla tecnica e i risultati si vedono. Per l’Italia è un giovane importante sia per il futuro che per il presente. Alle Olimpiadi può fare qualcosa di positivo».
Graz è stato un po’ sfortunato.
«Si, ma guardo gli aspetti positivi. Negli ultimi 4 anni ha sempre avuto qualche problema fisico al Tour, quindi sono felice che questa volta sia riuscito ad arrivare alla fine. È in buona forma e quando avrà quel pizzico di fortuna che è mancata al Tour, vedrete che otterrà ottimi risultati».
Sia Carollo che Gismondi sono stati fermati dai malanni. Teme che a un mese dalle Olimpiadi, questi problemi di salute possano condizionare la loro preparazione?
«Dopo essersi ammalato a Davos, Carollo era sicuro di essere pronto per il Tour de Ski, ma abbiamo visto che non era così. Fermarsi è stata la scelta giusta. Ora sta meglio, si sta allenando bene e non è preoccupato. Per quanto riguarda Maria Gismondi, il problema è più grande perché è stata male per due settimane. Fortunatamente ne abbiamo ancora quattro prima del via delle Olimpiadi e ha quindi tempo per allenarsi al meglio e tornare al suo miglior livello».
Qual è la sua opinione sul Tour de Ski della squadra femminile?
«Direi che quanto fatto da Ganz a Dobbiaco, sia nella 20 km a classico che nella 5 km a batterie, sia stato molto positivo. Come ho detto era dispiaciuta per la mancata top 15 della generale del Tour e io stesso sono convinto lei possa sempre chiudere in top 15. Le due sprinter sono state brave. Sia Monsorno che Cassol hanno fatto buone prestazioni nel loro format naturale, ma anche mostrato quei miglioramenti nelle distance che speravo. Torneranno loro utili anche nelle sprint. Infine sono super felice per De Martin, che ha fatto un grande passo avanti. Questa ragazza sono sicuro possa essere molto forte in futuro. Ovviamente le giovani hanno bisogno ancora di due o tre anni per raggiungere il massimo livello, ma sono sulla strada giusta. Al momento mancano di continuità, come è normale che sia».
Qual è il suo giudizio sui tracciati olimpici della Val di Fiemme?
«Sono piste molto dure e sarà difficile competere lì per le nazioni più piccole. La sprint è bella ma forse troppo lunga. In particolare per le donne, un tempo di quasi quattro minuti è troppo alto. C’è molta differenza con la gara maschile. Io sono sempre stato contrario a fare gareggiare uomini e donne sulla stessa distanza. A mio parere sarebbe più onesto fare si che gareggino per lo stesso tempo piuttosto che sulla stessa distanza. Sarebbe meglio anche per le tv».
Al momento l’Italia ha solo cinque posti maschili per i Giochi. Se le cose dovessero restare così, cosa prenderebbe in considerazione prima di fare le sue scelte?
«Si, al momento abbiamo solo 5 posti al maschile e 6 al femminile. Spero davvero che riusciremo ad ottenere un posto in più per entrambi. Soprattutto al maschile ne avremmo davvero bisogno, perché se restassimo così, con 5 posti sarebbe più difficile fare delle scelte. Posso però dire che 4 atleti hanno già dimostrato in stagione, con risultati s top ten, di valere le Olimpiadi e per quanto riguarda loro non ci sono dubbi. Ora speriamo che possiamo averne uno più. Se ne avessimo solo 5, sarebbe difficile dire ora cosa farei. Aspettiamo il 20 gennaio quando avremo la certezza dei posti a nostra disposizione. Fino a quella data, tutti devono lottare per ottenere i massimi risultati e prendersi un posto».


