Si è conclusa, proprio pochi minuti fa, la prima gara maschile del 2026 per quanto riguarda la Coppa del Mondo di biathlon, una classica 10 km sprint sulle nevi di Oberhof, Germania. La contesa, la prima dopo la tragica scomparsa di Sivert Guttorm Bakken, ha visto un minuto di silenzio in sua memoria prima dello start ufficiale. Molto toccante, quasi straziante, la presenza di Tommaso Giacomel in mezzo al gruppo dei norvegesi con il pettorale 1 odierno assegnato proprio a Bakken per onorarlo al meglio. I ragazzi, in lacrime, hanno applaudito finché non è apparso sul monitor della partenza il volto del biathleta, prima dell’arrivo del lettone Renars Birkentals che ha dato ufficialmente via a questa, surreale, gara.
La competizione, caratterizzata da condizioni ambientali abbastanza difficili, con vento fastidioso a folate e non sempre costante, oltre alla salita del Brix-Steig, una delle più difficili dell’intero circuito, ha visto la vittoria proprio di Tommaso Giacomel, che alla vigilia della gara aveva detto di correre anche per l’amico Bakken e che gli avrebbe dato la forza necessaria in più per correre.
Nonostante un errore nella serie a terra, al poligono in piedi il 25enne trentino regala il solito spettacolo e con uno zero rapidissimo scala celermente la classifica e si porta in testa, luogo dal quale nessuno lo scalzerà. Quarta vittoria in carriera in Coppa del Mondo, terza in stagione, seconda nel format e seconda vittoria consecutiva in Coppa del Mondo: inutile dire che nessun italiano nella storia ci era riuscito in passato. Oggi Tommaso Giacomel ha fatto la storia del biathlon italiano e siamo ancora agli albori.
Lacrime e dito alzato verso il cielo in onore dell’amico Sivert e abbraccio con Dale al traguardo. Un’immagine che resterà impressa nella storia di questo sport, che più che uno sport, è una famiglia.
Tornando alla gara, la seconda piazza è stata appannaggio del tedesco Philip Nawrath con 13″ di ritardo, anch’egli con un errore nella serie in piedi e nonostante due missili sotto i piedi, non è riuscito a tenere il passo dell’azzurro, che ha concluso con il terzo tempo sugli sci a soli 2″5 da Dale.
Terza piazza proprio per Johannes Dale-Skjevdal, il quale, con un ultimo giro da primo della classe, ne raccoglie ben 5 davanti a lui e conquista un podio pazzesco, anche per lui, in ricordo e in onore del suo amico Bakken, concludendo a 25″2 dall’amico azzurro.
Ottima, per quanto riguarda i colori azzurri, anche la prova di Lukas Hofer, anch’egli con un solo errore al poligono, nella sessione in piedi, e ottavo al termine della gara con 43″5 di ritardo dal compagno di squadra, con lo stesso tempo dello svedese Jesper Nelin, che però ha trovato lo zero.
Perde terreno, anche in classifica generale da Giacomel, il francese Eric Perrot, sesto al traguardo con 32″5 di distacco dopo un poligono in piedi con innumerevoli rischi e due errori e con 45 punti persi nella graduatoria.
Un altro che ha di che rammaricarsi è lo svedese Sebastian Samuelsson, arrivato a sparare per vincere la gara e dopo i primi quattro bersagli presi è andato in difficoltà sull’ultimo colpo, ha dovuto ricominciare le operazioni di puntamento ed ha anche sbagliato. Quarta posizione finale per lui con 31″2 di ritardo e soli due decimi davanti ad un altro che ha sparato quantomeno per il podio, l’altro norvegese Martin Uldal, anch’egli con l’errore sull’ultimo bersaglio del poligono in piedi.
Buona anche la prova degli altri azzurri, a partire da Patrick Braunhofer, 24º al traguardo con un ottimo zero al poligono e inseguimento che si preannuncia interessante per lui. 36º e anch’egli qualificato all’inseguimento, Didier Bionaz, al rientro in Coppa del Mondo e nonostante i 3 errori al poligono in piedi ha dato prova di un ottimo motore sugli sci. Peccato per Elia Zeni, 61º e fuori dall’inseguimento per soli cinque decimi.


