Nuovamente un risultato deludente in una sprint per Ingrid Landmark Tandrevold, che termina la prima giornata di gara ad Oberhof con un magro 58esimo posto e tre errori pesantissimi al poligono dopo una solida prima parte.
Tuttavia, di fronte alla giornata di commemorazione per Sivert Guttorm Bakken, scomparso tragicamente il 23 dicembre scorso, i dettagli del magro bottino della squadra femminile norvegese, ad eccezione di Maren Kirkeeide, passano certamente in secondo piano. Cuore e testa, comprensibilmente, erano ancora altrove, come confessa la stessa Tandrevold ai media norvegesi al termine della sua prova, trattenendo a stento le lacrime.
“È stato molto speciale partecipare oggi. Ero conscia del fatto che gli ultimi giorni erano stati difficili e che non avevo molta energia fisica né mentale” ha detto a NRK, per poi ribadire a TV2: “In questo momento mi sento davvero vuota.”
Ultimo peso su un cuore già appesantito, per una personalità tanto sensibile con quella della biathleta di Baerum, il minuto di applausi dedicato al compagno di squadra in occasione della sprint maschile, in cui il pettorale di gara numero 1 è stato volutamente non assegnato. Vedere i compagni di squadra profondamente commossi, il pettorale tra le mani di Johannes Dale-Skjevdal e l’intera famiglia del biathlon stretta attorno alla propria squadra, l’ha profondamente commossa e colpita.
“La dice lunga sulla comunità del biathlon. È stato molto toccante osservare un minuto di applausi in omaggio a Sivert. È stato davvero molto forte. Sono molto felice di praticare questo sport, dove siamo bravi a prenderci cura l’uno dell’altro. Lo apprezzo molto. Siamo buoni amici al di là dei confini nazionali. Sivert avrebbe apprezzato tanto quanto accaduto oggi.”
Da parte sua, la norvegese ha potuto contare proprio sul supporto della biathlon family, in particolare quello della sua cara amica Julia Simon, oggi sul podio. La francese l’ha abbracciata e confortata, come mostrato dalle immagini esclusive di NRK. Anche la transalpina è sopraffatta dalle emozioni ed è costretta più volte a fermarsi per raccogliere le parole giuste: “Non le ho detto niente, solo che va bene piangere. Penso che sia dura per tutti. È dura per la squadra norvegese e per tutti coloro che lo conoscevano bene.”


