Home > Notizie
Biathlon , Interviste , Pianeta Italia , Range time , Rubriche

Range Time – Giuseppe Piller Cottrer: “Il successo di Giacomel è quello dell’uomo prima che dell’atleta”

Il grande protagonista del nostro appuntamento settimanale con la rubrica Range Time, che ritorna oggi dopo la pausa natalizia, non poteva che essere Tommaso Giacomel, uomo copertina di un altro weekend di grandi successi per la nazionale italiana del biathlon. L’azzurro ha mostrato, al massimo livello, tutte le sue qualità umane e sportive ad Oberhof, dove la biathlon family si è compattata intorno alla squadra norvegese dopo la tragedia di Bakken, ed è stato inevitabilmente al centro della nostra riflessione con Giuseppe Piller Cottrer.

GIACOMEL, UN CAMPIONE A TUTTO TONDO: Ad Oberhof la settimana di coppa del mondo è stata all’insegna del rispetto, della solidarietà e della sportività nei confronti della nazionale norvegese, è stato un momento emozionante per tutti, atleti, tifosi e addetti ai lavori, il ricordo di Bakken e proprio Giacomel ha voluto subito dedicare la vittoria nella sprint all’amico scomparso. Tommaso ha rappresentato al meglio non solo la figura del grande atleta, ma anche quella del grande sportivo, incarnando i valori più profondi a autentici dello sport, affiancandosi anche alla squadra norvegese nel momento del ricordo del compagno. Ha colpito anche l’umiltà nelle sue dichiarazioni post gara, soprattutto dopo l’inseguimento, dove ha mostrato ancora una volta un grande rispetto per gli avversari e per il contesto di gara e tutto ciò gli fa grande onore.”

MINDSET, SOLIDITA’ E MATURITA’ DA FUORICLASSE: “In pista poi Giacomel ha dimostrato di avere una sensibilità particolare, una capacità di concentrarsi fuori dal comune, una solidità e un mindset che gli hanno consentito di superare ogni avversità nel migliore dei modi, sia quelle interne a sé, dovute alla particolare situazione emotiva in cui ha corso, sia quelle esterne, con le condizioni meteo molto difficili del poligono di Oberhof. Tommy ha reagito al meglio ai cambiamenti continui delle condizioni di gara nell’inseguimento, pensando sempre al presente, momento per momento, mostrando una mentalità eccezionale. Anche lui in passato ha avuto momenti complicati, dove le cose non giravano come voleva, ma ha sfruttato quei momenti come un insegnamento per migliorare, avendo sempre la motivazione di crescere, imparando dai propri errori. Questo è un grande insegnamento, per atleti e tecnici, di come la perseveranza e la continua volontà di analizzare sé stesso lo porti a non badare al risultato finale mentre è in gara, ma a concentrarsi sempre solo sulla propria prestazione.”

UN RAGAZZO CHE AMA LE SFIDE: “Un altro punto di forza di Giacomel è la sua capacità di accettare e accogliere sempre le sfide che gli vengono proposte. Il fatto di vedere ogni prova con questo entusiasmo fa si che la pressione non lo condizioni troppo. Riesce sempre a rivolgere la propria attenzione al gesto tecnico, rimanendo focalizzato sul presente, gareggiando con l’entusiasmo del giovane appassionato di biathlon. La nuova sfida ora è quella del pettorale giallo, conquistato con merito ad Oberhof: il trentino ha ormai raggiunto la maturità adeguata anche per affrontare e gestire questa nuova situazione di leadership, poichè ha ampiamente dimostrato di correre libero, con un grande talento a sostenerlo e con la capacità di sfruttare a suo vantaggio le situazioni che si creano in gara, estraniandosi da ciò che gli succede attorno. Ha fatto vedere di conoscere molto bene sé stesso e di essere pienamente consapevole delle proprie capacità e potenzialità.”

HOFER, L’ESPERIENZA A SOSTEGNO DELLA SQUADRA: “In chiave azzurra in questo weekend ha fatto vedere ottime cose anche Lukas Hofer, in crescita di condizione e importantissimo per l’Italia in chiave staffette. Ad Anterselva, come si è visto ad Oberhof, il campo è aperto nelle gare di squadra per le medaglie e la sua esperienza e il suo esempio in questo senso sono fondamentali per tutti i compagni, un punto di riferimento da seguire. Bisogna rimanere sempre nelle prime cinque squadre e farsi trovare pronti a sfruttare eventuali occasioni. A Ruhpolding avremo un’altra chance di vedere le staffette di genere e sarà un’ultima prova in chiave olimpica.”

AL FEMMINILE BUONI RISULTATI ANCHE SENZA VITTOZZI E WIERER: “E’ importante che Rebecca Passler trovi ottimi risultati, perchè ha un grande potenziale, che già aveva mostrato a livello giovanile, ma negli ultimi due anni non era riuscita ad esprimerlo, mentre ora sta ritrovando il suo livello. E’ una tiratrice eccezionale, molto rapida al poligono e sugli sci si sta difendendo bene. Il risultato della sprint le dà fiducia: non era facile ripetersi nell’inseguimento, ma nel suo percorso ci sta un piccolo passaggio a vuoto. In chiave olimpica con questi risultati potrebbe essersi assicurata la convocazione: conosce benissimo la pista di Anterselva, dove è di casa, e ciò può essere un valore aggiunto. Michela Carrara ha fatto abbastanza bene, in un contesto dove le condizioni della neve non l’hanno aiutata ad esprimersi al massimo sugli sci, mentre Anna Auchentaller ha fatto cose discrete nella fase finale della pursuit. Le prossime tappe di coppa del mondo saranno anche importanti per queste atlete per definire le convocazioni olimpiche.

IL MIGLIOR PERIODO NELLA STORIA DEL BIATHLON ITALIANO: “Mettendo insieme tutti i risultati raccolti dalla squadra azzurra in questa prima parte di stagione, sia al maschile che al femminile, si può affermare che il biathlon italiano stia vivendo il momento migliore della sua storia: in tutte le tappe di coppa del mondo è arrivato almeno un successo, con tre atleti diversi: Wierer, Vittozzi e Giacomel. A fine anni ’90 c’erano stati dei successi con Renè Cattarinussi, ma mai una presenza così costante nei primi posti, sia per gli uomini che per le donne. La speranza è che queste prestazioni siano un buon viatico per le olimpiadi casalinghe, anche se certamente i rivali non staranno a guardare, con gli svedesi che stanno crescendo di condizione, le sorelle Oeberg e Samuelsson saranno molto pericolosi, così come Laegreid.”

IBU CUP, ROMANIN STRAPPA LA CONVOCAZIONE PER RUHPOLDING: “Ancora una volta bisogna elogiare Nicola Romanin per le sue prestazioni in IBU Cup: ad Arber ha trovato un’altra top 5 e la sua costanza è stata premiata con la convocazione in coppa del mondo per la tappa di Ruhpolding. E’ sicuramente un bel premio, meritato, per un ragazzo non più giovanissimo, che però è un esempio di dedizione e grande passione per il biathlon. Buone anche le prestazioni di Marco Barale e Nicolò Betemps e Beatrice Trabucchi nella short individual.”

CAMPIONATI ITALIANI GIOVANILI IN VALDIDENTRO: “In conclusione uno sguardo a casa nostra, poichè in questo weekend si sono tenuti i campionati italiani giovanili e la Coppa Italia in Valdidentro. In un contesto speculare rispetto ad Oberhof, con un poligono molto difficile e particolarmente ventoso, soprattutto nell’inseguimento, tanti giovani hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra. Queste gare sono importanti per le categorie Aspiranti e Giovani, poichè alcuni atleti, facendo bene qui, possono poi raggiungere convocazioni in nazionale e arruolamenti nei corpi militari, tappe importanti per poi avere la possibilità di crescere e maturare ai livelli superiori.”

Share:

Ti potrebbe interessare