RUHPOLDING – Un salto nel tempo di 15 anni per Lukas Hofer che questo pomeriggio è tornato un giovane biathleta 21enne, fresco vincitore di una medaglia iridata ai Mondiali di Khanty-Mansiysk. Se allora l’azzurro aveva portato in parata il tricolore italiano con un bel terzo posto nella Mass Start, ma oggi ha ricevuto “la promozione” ad argento, per effetto della squalifica del russo Ustyugov per doping.
Come già aveva detto a Fondo Italia al momento dell’ufficializzazione della riassegnazione della medaglia, l’altoatesino ha tenuto a ribadire oggi quanto sia importanti questo avvenimento, non solo per il riconoscimento personale, quanto per il lavoro che continua a fare l’IBU nella lotta all’irregolarità sportiva.
“Anche se sono passati 15 anni rimane una sensazione speciale. È un bel segnale dell’IBU che continua a lottare contro il doping, ed è l’aspetto fondamentale” ha dichiarato all’inviato Giorgio Capodaglio, al termine della cerimonia di premiazione “oggi poi qua avevo mia mamma e mia zia, ed è la cosa più bella che possano festeggiare insieme a me in questo momento. Cambia colore, ma l’emozione rimane sempre forte.”
Una gara e un risultato che il biathleta del C.S. Carabinieri ricorda con molto affetto visto che è arrivata in un momento speciale: “Quella giornata è stata speciale, ma anche tutte quelle precedenti sono state piene di emozioni. Era il mio primo Mondiale, ho fatto delle belle gare anche se con troppi errori all’inizio, però poi l’ultima gara è andata liscia ed è stata quella più bella.”
Certo per l’azzurro, indossare una medaglia di un grande evento a 50 giorni dalle Olimpiadi fa un certo effetto: “Uno strano effetto però magari è di buon auspicio per Anterselva, magari per qualcosa di ancora più pesante, non si sa mai. Ma lì lotteremo fino alla fine, speriamo di riuscire a dare il meglio.” Soprattutto, a 15 anni di distanza, quando tanti protagonisti di quegli anni fanno ormai parte della storia del biathlon essendosi ritirati, racconta molto di chi è il biathleta Hofer e del suo percorso fatto di tanta forza e resilienza nonostante i pesanti ostacoli che lo hanno portato vicinissimo al ritiro: “Non lo avrei mai detto (di avere le Olimpiadi di casa dopo 15 anni), così come non avrei mai pensato di star gareggiando ancora perché non c’è nulla di scontato. Mi sono successe tante cose nel passato, negli ultimi 3 anni, e sono ancora più contento di essere tornato, in piena forma essere qua e non vedo l’ora di gareggiare a casa. Ai Mondiali di Oberhof ero stato sul punto di andarmene, dopo tutti gli infortuni che ho avuto la testa era piena di pensieri, ma ora è ancora più bello esserci.”
Tornando alla gara odierna, la buona prestazione di una formazione “non ufficiale” dà grandi certezze a Hofer in vista di Anterselva, fiducioso del potenziale della staffetta maschile. “Le speranze sono alte. Sappiamo che se facciamo il nostro siamo capaci di lottare con i migliori. Dobbiamo solo essere fiduciosi e fare quello che sappiamo fare.”
Qui di seguito l’intervista video.


