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Biathlon , Interviste

Biathlon – Christiansen a Fondo Italia: “Era importante tornare prima di tutto a fare ciò che amiamo. Ora a Lavazè, il luogo migliore per preparare i Giochi”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Sta lentamente riprendendo la sua solita routine, cercando non solo di concentrarsi ma anche di tornare a godersi ciò che ama, il biathlon, dopo il dolore provato per la improvvisa scomparsa del suo compagno di squadra e amico Sivert Bakken.
Al termine della tappa di Ruhpolding, Vetle Sjåstad Christiansen ha parlato a lungo in mixed zone dopo la buona prestazione nell’inseguimento dove ha anche sperato nel podio. Una bella rimonta quella del norvegese, apparso in difficoltà nella sprint.

A Fondo Italia, Christiansen ha ammesso che a farlo felice non è tanto il 7° posto ottenuto con il pettorale 22, quando la constatazione che sta lentamente ritrovando la sua quotidianità.

«Al di là dei risultati – ha detto il campione norvegese – sono davvero soddisfatto di queste due settimane, perché ho fatto passi avanti giorno per giorno. Come sapete, i risultati non sono stati la cosa più importante per me in questo periodo, lo era tornare a fare ciò che più amiamo e provare a normalizzare nuovamente la nostra vita quotidiana nel biathlon».

Una settimana davvero lunga quella degli atleti norvegesi, che lunedì scorso avevano lasciato la Germania recandosi a Lillehammer per il funerale dell’amico e compagno Bakken, per poi fare ritorno nella tarda serata di martedì.

«È stata dura per noi tornare in Norvegia per il funerale e raggiungere poi nuovamente la Germania – ha detto – sono stati giorni lunghi ed ovviamente senza tanto sonno. Sono solo felice che giorno dopo giorno sento che le cose vanno meglio. Ora non vedo l’ora di tornare a Lavazè per poter finalmente fare qualche bell’allenamento lento e lungo. Credo che siano mesi che ormai non faccio un allenamento più lungo di un’ora e mezza, praticamente faccio solo gare».

Anni fa, Christiansen è stato uno dei primi atleti norvegesi a recarsi a Passo di Lavazè, creando un bel rapporto anche la proprietaria del Dolomiti Apart & Rooms, dove lo scorso 23 dicembre ha perso la vita Bakken. Non a caso, rendendosi conto anche delle difficoltà che la stessa proprietaria dell’albergo stava vivendo in quei giorni, proprio Christiansen era stato tra i primi a scriverle.

«Era giusto così – ha detto l’olimpionico norvegese – ha fatto piacere incontrare Milena lunedì scorso in aeroporto a Monaco di Baviera. Anche lei è voluta venire con noi su a Lillehammer per il funerale e mi ha fatto bene poterla incontrare e piangere tra le sue braccia, perché per noi è un po’ una seconda madre. Penso che negli ultimi cinque o sei anni, non ci sia un posto dove abbiamo passato più tempo rispetto a a Lavazè. Sono stato lì la prima volta quando la pista aveva forse solo una settimana. In quell’occasione ho incontrato Milena e da lì credo aver speso circa sei mesi della mia vità lì negli ultimi cinque o sei anni. Si è creato un rapporto molto stretto. Ovviamente tornare lì sarà un po’ strano, ma sarà comunque soprattutto positivo. Ci sosterremo a vicenda e lei fa ormai parte della nostra famiglia del biathlon».

Infine Christiansen ha parlato di Olimpiadi, su quella pista di Anterselva dove ha anche vinto. «Il tracciato è molto adatto alle mie caratteristiche. Sicuramente la quota sarà impegnativa, ma a mio parere siamo nel miglior posto possibile dove preparare i Giochi e tra le squadre big siamo forse gli unici a saltare Nove Mesto. Prima di Pechino fu la chiave per vincere, saltammo Ruhpolding e passammo circa tre o quattro settimane in quota, per poi vivere un’Olimpiade da favola per noi. Penso che sarà la chiave per vincere anche quest’anno».

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