Fabio Pasini ha affrontato due Olimpiadi fra il 2010 e il 2014, tuttavia la parte più bella della carriera è arrivata con l’approdo nello staff della Nazionale Italiana Juniores. Lì lo sprinter di Valgoglio ha messo a frutto la sua esperienza lanciando alcuni talenti come Davide Graz ed Elia Barp, al centro del progetto azzurro per Milano-Cortina 2026, tuttavia Pasini è sicuro che la squadra tricolore potrà contare su altri giovani di valore come spiegato in un’intervista per Terzo Tempo Sport Magazine.
Qual è la situazione della nostra Nazionale Juniores?
Sono già alla stessa stagione che seguo gli juniores, ma sono da almeno tre o quattro anni che abbiamo atleti forti, soprattutto nel settore maschile dove abbiamo atleti che si contengono il podio in FESA Cup. Se guardiamo i Mondiali Juniores dello scorso anno, Davide Negroni e Gabriele Matli hanno conquistato medaglie e anche una ragazza è arrivata quarta. Lo sci di fondo è uno sport di resistenza e quindi per i giovani è difficile, ne abbiamo pochi, tuttavia quei pochi sono bravi. Ciò che è più delicato è chiaramente quello verso i senior perché molti dei nostri atleti vincono medaglie iridate fra gli juniores, ma faticano fra i più grandi. Sono però sicuro che chi è riuscito ad andare a podio fra gli junior, magari dopo qualche anno ci arriva a fare bene, basti vedere Elia Barp e Davide Graz. Magari i norvegesi patiscono un po’ meno quel passaggio perché dopo i Mondiali Juniores sono già in Coppa del Mondo, però anche i nostri poi ci arrivano.
Ci sono ragazzi che dovremmo tenere d’occhio per il futuro?
Sicuramente quest’anno abbiamo Davide Pedranzini, Federico Pozzi e Marco Pinzani con i primi due che passeranno senior il prossimo anno. Sicuramente sono dei grandi talenti e dobbiamo saperli gestire al meglio, poi sta anche a loro riuscire ad andare avanti e sicuramente loro riusciranno a farcela. Lo stesso vale per Negroni e Matli che hanno vinto una medaglia lo scorso anno così come ci sono alcune ragazze che magari stanno facendo un po’ più fatica, ma che stanno crescendo bene. Ci sono Beatrice Laurent e Marit Folie che l’anno scorso hanno fatto bene ai Mondiali, però sono senior e si stanno muovendo bene. Dopo le Olimpiadi faremo i Mondiali Junior e Under 23 e vedremo come andrà.
Lei ha visto arrivare Federico Pellegrino in Nazionale. Com’era all’epoca?
Già dai primi anni che era in squadra con noi, già si vedeva che aveva delle doti e si capiva che sarebbe arrivato e sarebbe stato un vincente. Sicuramente con il tempo è migliorato perché nei primi anni si percepiva che aveva grandi margini di miglioramento, ma non faceva tutto alla lettera. Ha quindi saputo mettere insieme tutti i tasselli ed è stato bravo a credere nelle sue potenzialità. Adesso è bello vedere la carriera che ha fatto e, da allenatore della squadra juniores, spero che ci siano giovani che possano fare quello che ha fatto lui.
Come vede l’Italia alle Olimpiadi?
Abbiamo sulla carta due buone possibilità di medaglia come la team sprint e la staffetta 4×7,5 chilometri. I ragazzi hanno dimostrato che sono forti, poi sappiamo che non è tutto facile, deve andar bene tutto e devono mettersi insieme le varie cose, però siamo da medaglia. Anche al femminile sicuramente possiamo fare delle prestazioni e arrivare nelle prime posizioni, anche se le medaglie sono difficili.

