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Sci di fondo

Sci di fondo – Le parole dei fondisti francesi non selezionati per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026

Sette quote per le donne, otto per gli uomini: lo staff della nazionale francese di sci di fondo ha dovuto fare delle scelte difficili per finalizzare la propria selezione per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. La squadra maschile selezionata è composta dai quattro migliori sprinter (Jules Chappaz, Lucas Chanavat, Richard Jouve, Théo Schely) e dai quattro migliori fondisti (Hugo Lapalus, Mathis Desloges, Jules Lapierre, Victor Lovera) nella classifica di Coppa del Mondo.

La squadra femminile comprende le quattro migliori in classifica generale (Léonie Perry, Mélissa Gal, Julie Pierrel, Delphine Claudel) e altre tre selezionate dopo la tappa svizzera a Goms (Clémence Didierlaurent, Justine Gaillard e Cloé Pagnier).

La prima sciatrice non selezionata, Léna Quintin, ha commentato la sua assenza in un post su Instagram pubblicato il 26 gennaio: “Dopo un inizio di stagione difficile in Scandinavia, ho ritrovato la forma a Davos. Purtroppo, un leggero malessere e la mancata selezione per il Tour de Ski mi hanno tenuta fuori dal circuito per un po’, giusto il tempo necessario per permettere alle altre donne di accumulare punti ed esperienza. A Goms non potevo permettermi errori e il risultato alla fine non è stato sufficiente”.

L’atleta, che aveva partecipato alla precedente edizione dei Giochi Olimpici e vanta tre piazzamenti individuali nella top 10 in Coppa del Mondo, ha poi espresso la sua frustrazione: “Sono consapevole di non essere al livello degli ultimi quattro anni, ma certe scelte e decisioni non mi hanno dato molte opportunità. Dopo un mese e mezzo sotto pressione, devo accettare questa decisione con l’amaro in bocca. I giorni passeranno, il tempo lo dirà. Non so ancora cosa mi riserverà il resto della stagione; spero solo di riscoprire la gioia di sciare a casa”.

Anche la sua connazionale Juliette Ducordeau ha scelto il social network per condividere la sua tristezza martedì 3 febbraio: “Non mi sono mai allenata così tanto o così bene come quest’anno. Non ho mai prestato così tanta attenzione al mio recupero, alla mia dieta, al mio sonno. Ho messo in pausa gli studi per dedicarmi interamente a questo progetto”.

E per essere lucidi: “Eppure, ho perso la selezione olimpica nel 2022, e la perderò di nuovo quest’anno. La consapevolezza è brutale e amara. Non ho scuse, né spiegazioni: semplicemente non ero all’altezza. Salterò due settimane di gare. Ma per me, quelle sono state le due settimane più importanti della mia vita. Quelle che sogni da bambino. Quelle che potrei non vivere mai”.

Rémi Bourdin ha fatto un passo indietro, dopo aver partecipato alla staffetta francese ai Campionati mondiali di Trondheim, in Norvegia, un anno fa. Sempre su Instagram, il 24 gennaio ha spiegato: “Quando ho iniziato a praticare lo sci di fondo, non avrei mai pensato che un giorno avrei lottato per la selezione olimpica… Ma negli ultimi anni ho sentito che questo sogno poteva diventare realtà. Quindi ho fatto tutto il possibile per realizzarlo. Purtroppo, lo sport d’élite non è una scienza esatta e a volte i risultati non sono all’altezza delle aspettative. È un periodo difficile da superare, ma rimango motivato per il resto della stagione, e soprattutto per gli anni a venire, con i Giochi Olimpici del 2030 in Francia. L’avventura è tutt’altro che finita”.

Borudin ha ricevuto il sostegno nei commenti di sei dei suoi connazionali qualificati, così come del biathleta Oscar Lombardot e dello sciatore alpino Paco Rassat. “Tornerete più forti”, ha profetizzato Mathis Desloges. Anche Juliette Ducordeau e Léna Quintin hanno ricevuto incoraggiamenti pubblici dai loro compagni di squadra. Anche la snowboarder Chloé Trespeuch ha commentato il post di Léna Quintin, una vera portabandiera della squadra francese.

Altri assidui frequentatori del circuito di Coppa del Mondo hanno dovuto abbandonare le loro ambizioni. Clément Parisse non è riuscito a rendersi indispensabile, nonostante il suo piazzamento tra i primi 10 all’Alpe Cermis, Italia, nella tappa finale del Tour de Ski e non andrà a caccia della sua terza medaglia olimpica dopo le due di bronzo del 2018 e del 2022 in staffetta.

Una situazione simile si applica a Margot Tirloy. Il suo miglior risultato è un 27° posto nella tappa finale del Tour de Ski, e non ha avuto un impatto significativo nella sprint a squadre di Goms, in Svizzera, a fine gennaio. In coppia con Julie Pierrel, ha concluso solo 13° e ha ottenuto il 14° tempo più veloce in finale (su 15) in ciascuna delle sue frazioni.

Ma questo è potenzialmente solo un inconveniente temporaneo, dato che è la più giovane tra le non selezionate, con i suoi 20 anni. Anche Rémi Bourdin (24), Juliette Ducordeau e Léna Quintin (27) possono puntare alle Alpi francesi del 2030.

D’altra parte, Clément Parisse dovrà gestire il suo fisico con attenzione, poiché avrà 36 anni alla prossima edizione. La missione non è impossibile: Maurice Manificat aveva 35 anni a Pechino e Jean-Marc Gaillard ne aveva 37 a Pyeongchang.

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