Uno degli atleti da guardare durante queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026 che stanno per iniziare, tanto per gli appassionati che per il pubblico occasionale dei Giochi è Elia Barp. Il 23enne, specialista delle gare distance, viene infatti da una stagione molto soddisfacente fino ad oggi, di grande crescita, coronata da due secondi posti nella team sprint in Coppa del Mondo al fianco del suo mentore, il veterano della Nazionale Federico Pellegrino e alfiere della spedizione azzurra in quel dello Stadio di San Siro questa sera assieme ad Arianna Fontana.
Tra i due rapporto che nasce da lontano, da quando il “piccolo” Elia lo vedeva come idolo davanti alla tv, e che ora va ben oltre la pista. «Una delle prime gare di fondo che abbia mai visto è stata la vittoria di Pellegrino ai Mondiali sprint di Lahti nel 2017. Per me era un campione» ha raccontato il fondista di Trichiana (BL) all’OIS. «Poi ho iniziato a gareggiare contro di lui ai Campionati italiani, più tardi sono entrato nella sua squadra e oggi abbiamo una bellissima amicizia. Lavoriamo davvero bene insieme e questo si vede in gara».
Da allora, i due hanno condiviso tante ore di allenamento, anche lontano dagli impegni con la Nazionale: «Ho trascorso tantissimi giorni a casa sua, allenandomi con lui in estate, autunno e inverno. Io cerco di rubare tutto quello che posso per diventare un atleta migliore, e lui ha bisogno di giovani che lo spingano nell’ultima stagione». La lezione più importante imparata da Pellegrino? La fiducia. «Stare con atleti così forti ti fa crescere tantissimo, perché capisci che non hanno nulla di speciale: sono persone normali e puoi fare le stesse cose che fanno loro. Così inizi a credere molto di più in quello che fai».
Tra due settimane, al termine delle Olimpiadi, infatti, Pellegrino concluderà la sua lunga carriera internazionale nello sci di fondo. Il 35enne valdostano, vanta già due argenti olimpici ma ha un ultimo grande obiettivo per questi giochi in casa: un podio di squadra, che sia nella staffetta o nella team sprint, per chiudere la carriera nel modo migliore possibile. E Barp sogna di poter accompagnare il compagno di squadra Pellegrino verso il gran finale della carriera con un’ultima medaglia olimpica al collo.
«È stato lui a metterci questo obiettivo in testa: vincere una medaglia di squadra» prosegue. «Siamo pronti a dimostrare al mondo che abbiamo creduto nel nostro percorso e che possiamo andare forte, prima di tutto come Italia. Poi penseremo alle gare individuali».
Per Barp, che è invece al suo debutto alle Olimpiadi proprio sulle nevi italiane, la realizzazione di questo obiettivo sarebbe come un passaggio di consegne: «Dopo di lui toccherà a me e ai miei compagni aiutare i più giovani. Abbiamo tanti junior che possono andare molto forte, devono solo crescere e diventare uomini prima».
Il bellunese, però, rifiuta l’etichetta di “erede designato”: «Vorrei avere una mia storia, non vivere all’ombra di qualcun altro. Se sarò io a crederci di più nei prossimi anni, allora prenderò il suo posto. Ma ho alcuni giovani compagni di squadra che sono pronti e continuano a migliorare. Le nostre carriere non finiscono qui con le Olimpiadi, ma sono appena iniziate, e sono abbastanza sicuro che non sarò solo nei prossimi anni».
Debuttare ai Giochi sulla neve di casa è qualcosa di unico, “un sogno che si avvera”, afferma: «È una fortuna essere nati in tempo per vivere questa esperienza come atleta. Sono emozionato e spero di poter iniziare le Olimpiadi nella mia forma migliore in questa stagione. Il cibo è sempre un problema per noi e spero che sia davvero buono, dato che siamo in Italia. Ma il vantaggio principale è avere tutta la famiglia con sé. Sarà emozionante per i miei genitori, la mia ragazza, mia sorella e i miei compagni di scuola, e averli al mio fianco sarà di grande aiuto anche per me. Sarà un momento speciale per tutti noi».

