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Milano-Cortina 2026 , Sci di fondo

Sci di fondo – Milano-Cortina 2026, le emozioni di Federico Pellegrino dopo la Cerimonia d’Apertura: “Voglio rappresentare tutti coloro che gareggiano per l’Italia, Klæbo l’ho battuto altre volte”

Foto Luca Pagliaricci/Ferdinando Mezzelani CONI

Federico Pellegrino si prepara ad affrontare l’ultima Olimpiade della carriera con una responsabilità in più: quella di essere il portabandiera dell’Italia. Il 35enne di Nus ha sfilato a Milano al fianco di Arianna Fontana nello Stadio San Siro provando emozioni particolarmente forti che forse non ha mai vissuto durante la sua carriera.

“Ieri ci sono due momenti veramente speciali. Uno quando abbiamo cantato l’inno sotto il tunnel, sotto le tribune, appena prima di entrare nello stadio. Ho sentito veramente il cuore vibrare ed è stato bellissimo. Poi dentro lo stadio ho perso l’orientamento in tempo zero. Non sapevo più dove guardare. Cercavo insieme ad Arianna di sventolare una bandiera, ma in due non è facile. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio e ci siamo anche lasciati andare con la musica, il boato e il pubblico. E’ stato veramente bello – ha spiegato Pellegrino ai microfondi del nostro inviato Ermes Morzenti -. E’ stato comunque un momento totalmente unico, che ho percepito già quando ho fatto il portabandiera. E’ qualcosa di unico che non finisce con il momento della cerimonia, perché rappresentare la delegazione non è soltanto sventolare la bandiera in quel momento. Lo sarò fino ad aprile quando torneremo al Quirinale a riportare la bandiera per omaggiare tutti i medagliati”.

Pellegrino ha confessato di essersi molto emozionato anche per il doppio podio nello sci alpino di Giovanni Franzoni e Dominik Paris che hanno regalato le prime medaglie all’Italia a Milano-Cortina 2026: Penso che l’emozione che ho provato questa mattina ascoltando le gare dei ragazzi dello sci alpino continuerò a viverla ancora durante le Olimpiadi perché mi sento partecipe e fiero rappresentante di tutti coloro che intanto gareggiano, ma poi anche che riescono a eccellere raggiungendo anche le medaglie. Quindi è una cosa molto unica, molto particolare e non è ancora finita – ha aggiunto Pellegrino -. Il boato dello stadio è qualcosa di simile, ma l’emozione più bella è stata la medaglia dell’anno scorso a Trondheim, la medaglia più vecchia delle sprint dello sci di fondo. Un omaggio ricevuto dalla nazione principe per lo sci di fondo qual è la Norvegia. Quello è stato un altro momento molto forte, però sono due cose diverse. Non è soltanto il momento, ma è tutto il periodo delle Olimpiadi”.

Pellegrino non sembra essere infine troppo preoccupato per la rivalità con Johannes Høsflot Klæbo che si presenta ancora una volta come il grande favorito, non solo per la sprint, ma che al tempo stesso potrebbe diventare un fattore in più di spinta: “La neve mi preoccupa un po’ perché è un po’ molle, ma vale per tutti e le medaglie sono tutte dopo il traguardo. Chi è più svelto se le porta a casa – ha chiosato il carabiniere valdostano -. Klæbo ha dimostrato di essere capace di arrivare primo tante volte, ma anche di perdere altrettante. La storia è ancora tutta da scrivere”.

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