Michela Carrara, una delle quattro biathlete azzurre convocate per i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, è intervenuta ai microfoni di FondoItalia, con il nostro inviato presente ad Anterselva, Giorgio Capodaglio, raccontando le sue emozioni e le sensazioni per questa rassegna casalinga.
“Sono molto contenta di essere qui. L’obiettivo stagionale era proprio partecipare ai Giochi in casa. Chiaramente spero anche di ottenere qualcosa di buono, oltre alla partecipazione in sé per sé. È un’Olimpiade migliore della scorsa, già che abbiamo il pubblico (ride ndr), come siamo abituati ad averlo sempre e sono molto felice che sia così”.
Prosegue raccontando la sua prima esperienza olimpica a Pechino nel 2022 e di come quello sia stato un buon modo per rompere il ghiaccio a livello di emozioni olimpiche: “Lì è stato un po’ diverso. Ho vissuto l’Olimpiade nel suo insieme, essendo tutti da una parte ho visto altre discipline e altri atleti. Quest’anno è differente perché siamo più isolati e l’obiettivo di fare risultato è maggiore rispetto alle altre volte”.
Si concentra sulle emozioni regalate dai compagni di squadra che ieri hanno conquistato l’argento olimpico nella staffetta mista: “Puntavamo molto su questa staffetta. È stata proprio una bella giornata (ride ndr). La gara l’abbiamo vista in casa, poi siamo corsi per la premiazione ed è stato bello (ride ndr)”.
Spiega, in seguito, la differenza tra Giochi e Coppa del Mondo: “Diciamo che tutto il contorno è differente, ma le gare sono le stesse e vediamo come saranno le emozioni non appena scenderò in pista. Abbiamo fatto un periodo di carico in allenamento che devo ancora smaltire del tutto. Sono curiosa di vedere come andrà la prima gara e sicuramente la condizione andrà in crescendo”.
Continua spiegando la sua preparazione e come arrivare pronta al grande evento, poiché le migliori prestazioni della scorsa stagione hanno coinciso con i Mondiali di Lenzerheide, che come quota, assomiglia ad Anterselva: “Non ho mai patito fisicamente la pressione, temo molto più il poligono (ride ndr). Sono stata bene tutta la stagione e non vedo perché non dovrebbe andare bene anche in quest’occasione. La quota è un punto a nostro favore o meglio, a sfavore di qualcun altro ma le piste sono abbastanza differenti, non le definirei simili (ride ndr)”.
Dopodiché spiega le sensazioni riguardo la staffetta femminile: “È una gara su cui puntiamo ma non con la stessa pressione della mista. Non siamo tra le favorite, perché ci sono nazioni più quotate di noi come Francia e Svezia. Se noi facciamo del nostro meglio abbiamo già visto in passato che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni e punteremo a dare il massimo”.
Parla, poi, degli obiettivi personali per questi Giochi Olimpici: “Non spero in nessun risultato, spero di dare il mio meglio sugli sci come ho fatto finora e di trovare dei bei poligoni. Lì sarei soddisfatta”.
Lo zio, Pieralberto Carrara, è stato l’unico altro ad aver conquistato una medaglia d’argento nel biathlon ai Giochi Olimpici e Michela racconta di cosa significa per lei averlo vicino: “In teoria verrà a vedermi (ride ndr). Lui ha corso per tantissimi anni e ha fatto la storia di questo sport e mi piacerebbe scrivere qualcosa anche a me. Poi ci sarà tutta la mia famiglia, i miei genitori e mia sorella, si alterneranno ma di sicuro qualcuno ci sarà sempre”.
Successivamente spiega cosa significa disputare una gara lunga come l’Individuale, la prima gara, individuale appunto, del programma olimpico: “A me annoia essere da sola in pista (ride ndr). Spero sempre di trovare qualcun altro in pista per avere qualche stimolo in più. Chiaramente poi uno cerca di concentrarsi sulla propria sciata e su come non perdersi nei boschi (ride ndr)”.
Rimarca, poi, il dispiacere di non poter vedere le altre discipline, tra cui lo sci di fondo e Federico Pellegrino, che è all’ultimo ballo olimpico: “Vedere qualcos’altro è sempre bello, anche per uscire un po’ dalla routine, però stavolta guardiamo tutto in tv, è l’unica cosa che possiamo fare (ride ndr)”.
Conclude parlando dell’inizio di spedizione da record con nove medaglie per l’Italia ai Giochi Olimpici invernali: “È un bene che ogni giorno ci sia qualcuno che punta a fare podio. È una bella cosa per tutto il morale della squadra, noi compresi.”.

