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Biathlon – Patrick Braunhofer alla vigilia dell’esordio olimpico: “Se guardo indietro sono felice del percorso fatto. Ho lavorato tantissimo per essere qui”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

È la vigilia del giorno sempre sognato per Patrick Braunhofer, quello che ha nella testa ogni bambino quando inizia a praticare una disciplina, in questo caso il biathlon. Il ventisettenne della Val Ridanna sarà domani al via dell’individuale maschile delle Olimpiadi ad Anterselva, con sugli spalti amici e parenti pronti a sostenerlo come sempre fatto negli anni.

Un giorno certamente importante per la carriera del biatleta altoatesino, che alla vigilia della gara si presenta in mixed zone per descrivere le proprie sensazioni. «Intanto non so chi viene della mia famiglia e nemmeno come, perché so che sarà parecchio trafficato (ride, ndr). Le emozioni sono enormi, sono contentissimo di essere qui e poter fare l’individuale domani. Darò il mio massimo e alla fine della gara vedremo come sarà andata».

Più si avvicina il momento di gareggiare e più ovviamente sale anche un po’ di tensione: «Devo dire che fino a oggi me la sono cavata bene con la pressione, ma ora sto davvero iniziando a realizzare che domani c’è la prima gara delle Olimpiadi».

Lo splendido argento vinto ieri dal quartetto della staffetta mista ha ovviamente caricato tutto il gruppo e tolto pure un po’ di pressione. «Sicuramente il risultato ottenuto ieri dalla squadra ha aiutato. Hanno fatto qualcosa di incredibile, storico. Sono quattro atleti fortissimi, che tengono alta la bandiera del biathlon italiano. Secondo me non è finita qui, ci aspettano ancora tante emozioni e belle gare da tutti».

Quindi il racconto di come lui stesso ha vissuto quel momento: «Fino all’ultimo poligono eravamo lì in quattro e sapevamo che la nostra squadra era una delle più forti. Quando Lisa ha fatto lo zero, eravamo lì sul letto e abbiamo fatto un salto. Ci siamo emozionati tanto. Abbiamo preso e siamo venuti su per festeggiare con loro. Ed ora si va avanti, sperando di festeggiare ancora».

Braunhofer quindi torna indietro nel tempo e pensa al passato, al giovane che sognava un giorno di essere qui: «Dieci anni fa ero a Lillehammer per gli YOG (vinse anche il bronzo nella mista, ndr) ed oggi sono qui alle Olimpiadi vere. È incredibile, sono contentissimo del percorso fatto e aver raggiunto questo obiettivo e spero non finisca qui».

Storia recente è quella di un anno fa, quando Braunhofer dovette fare un passo indietro e ripartire dagli Europei, dove conquistò uno splendido oro. «Sicuramente il salto è stato enorme, perché i due eventi non sono paragonabili. Guardando come è andata a finire, quella scelta dei miei tecnici, che allora mi fece anche arrabbiare, si è rivelata essere quella giusta. Quel passo indietro era fondamentale in quel periodo, perché non stavo bene sugli sci e non riuscivo a fare una bella gara in Coppa. Allora ero arrabbiato ma trasformai quella rabbia in determinazione, mi allenai benissimo a casa e poi andai lì senza grandi aspettative, facendo poi quattro buone gare e conquistando anche un titolo europeo. Ora ho fatto altrettanto con la squadra in Val Martello, ho dato il massimo in ogni allenamento e spero di essere arrivato qui nelle condizioni migliori».

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