Puntata speciale in versione “olimpica” per la rubrica Range Time, con Giuseppe Piller Cottrer, impegnato come voce tecnica di Raisport nel racconto delle gare di Anterselva, che ci racconta da insider le emozioni e l’atmosfera che si respirano sulle piste altoatesine. La nostra chiacchierata si è concentrata, naturalmente, sulla giornata storica di ieri, che ha regalato alla squadra azzurra una bellissima medaglia d’argento nella staffetta mista, ma anche sulle sensazioni e sulle prospettive in vista delle prove individuali di questa settimana.
TENSIONE ALTISSIMA: “Domenica erano tutti tesissimi: la solita facile retorica pre-gara, con cui si è cercato di dire che era una prova come un’altra, non ha retto per molto e si percepiva, prima della partenza e durante l’azzeramento, che è durato meno del solito a causa delle condizioni perfette del poligono, come per gli atleti fosse un’occasione particolare, diversa dal solito. Ciò soprattutto per i team sui quali c’erano grandi aspettative, non solo per gli italiani. Era più forse la paura di perdere che di vincere e la pressione la sentivano soprattutto quelli che sulla carta erano i favoriti. C’era anche un gioco a rimpallarsi il ruolo di favorito con le tv straniere. La voglia di fare bene in chiave azzurra era tanta e sono proprio queste condizioni che spesso fanno uscire l’imprevisto che smentisce ciò che è scritto sulla carta.“
ASPETTATIVE GESTITE ALLA GRANDE: “Di fronte a tutto ciò gli azzurri e i francesi sono stati bravissimi a gestire queste pressioni e anche la strategia di gara, rimanendo sempre continui davanti nelle prime posizioni e mettendosi nelle condizioni di giocarsi poi la gara nel finale. La nostra squadra ha privilegiato la precisione al poligono rispetto alla velocità sugli sci, chiudendo con solo 5 ricariche all’attivo, i migliori alla fine insieme all’Estonia, se si esclude la Germania che stava facendo una prestazione pazzesca al tiro, ma poi ha girato nell’ultima serie. Lì Kirkeeide e Preuss sono state messe nella condizione di rischiare maggiormente e hanno pagato dazio rispetto a noi. Bravi quindi tutti i nostri atleti a fare il loro, mettendo Lisa nelle condizioni migliori per portare a casa la medaglia.”
POCA SELEZIONE SUGLI SCI: “Non si sono viste grandi differenze nella parte del fondo, nemmeno da parte di Giacomel, anche perchè l’anello di 2 km non è lunghissimo, nè troppo impegnativo e consentiva quindi di restare in scia anche a chi ne aveva un po’ meno. Inoltre gli azzurri ieri non avevano materiali al top come al solito, ma solo nella media, mentre Germania e Norvegia avevano sci super: tuttavia non abbiamo pagato molto nemmeno da queste nazioni.”
VITTOZZI MOLTO FREDDA: “Lisa è stata bravissima a gestire la sua gara mettendosi nelle condizioni per far la differenza nell’ultimo poligono, mettendo in campo tutte le sue qualità di tiratrice. Era una situazione molto complessa, perchè era a confronto con due rivali molto scomode nell’ultimo giro, in particolare Kirkeeide. Da sappadino il suo argento è un grande orgoglio, così come vorrei fare una menzione d’onore anche per Davide Graz, molto bravo nello skiathlon a non scomporsi dopo le difficoltà dovute agli sci nella parte in classico. Ha dimostrato grande caparbietà e di essere un atleta completo in entrambe le tecniche, in una gara molto difficile, contribuendo anche lui ad arricchire la lunga tradizione di grandi atleti di Sappada.
HOFER, RICARICHE COL BRIVIDO: “Il poligono in piedi di Hofer è stato chiave nell’andamento della gara: chiudere una ricarica costa dagli 8 ai 10 secondi e in quel breve arco di tempo hai spazio per pensare. Si crea quindi una situazione non più istintiva, nella quale devi svolgere di nuovo tutte le procedure di tiro in velocità e non è per niente semplice. Hofer ha cercato a tutti i costi di chiudere i bersagli dopo gli errori, ed è stato bravo a farlo, perchè spesso proprio la grande voglia di sparare rapidamente il colpo porta a strappare, in una condizione in cui si è più contratti del solito.”
UN ARGENTO CHE ALLEGGERISCE LA PRESSIONE: “Sicuramente questa medaglia renderà l’atmosfera più rilassata in Casa Italia. Hanno contribuito anche le tante medaglie vinte negli altri sport, in particolare quelle della discesa libera, perchè a volte se non arrivano i risultati si rischia di veder convogliare tutte le speranze sulle discipline che, sulla carta, hanno più possibilità di portare a casa i risultati che contano. Il format della staffetta mista storicamente è sempre stato a noi favorevole e ora possiamo concentrarci sulle prove individuali senza avere l’ossessione di vincere perchè abbiamo bucato il primo appuntamento. Queste dinamiche possono innescarsi facilmente nel biathlon e creare situazioni difficili.”
FRANCESI IMPRESSIONANTI AL FEMMINILE: “Le francesi hanno veramente impressionato, sia Jeanmonnot che Simon. La prima ha mostrato un’azione di forza sulla salita, venendo su in doppio e facendo la differenza, davvero incredibile, mentre Simon, pur avendo tempo per gestire il vantaggio, è stata impeccabile. Molto bene anche Hanna Oeberg, anche se la sua frazione è difficilmente valutabile. La Svezia ha saltato gare di coppa per presentarsi qui al meglio e vedremo se hanno azzeccato i tempi della preparazione. Al maschile i norvegesi si sono mostrati in forma e temibili, mentre i tedeschi sono stati impeccabili al tiro. Inoltre c’è Botn che non ha corso ed è pronto a dimostrare le proprie qualità.”
L’INDIVIDUALE AD ANTERSELVA: “Domani ci sarà l’individuale maschile: il tiro conta molto, ma qua ad Anterselva, in quota, il rendimento al poligono è direttamente proporzionale alla condizione sugli sci. Il tracciato in altura mette a dura prova e in una prova del genere potrebbero emergere meno i tiratori rispetto al solito, poichè se si arriva in affanno ad affrontare la sessione, si rischia di subire molto il poligono.”

