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Milano-Cortina 2026 , Sci di fondo

Sci di Fondo – Federico Pellegrino dopo la sprint: “Il bicchiere è tre quarti pieno. Sono fiero del mio percorso”. E applaude l’argento di Ogden.

© Gianpaolo Piazzi/CONI

Federico Pellegrino chiude la sua avventura olimpica nelle sprint con una semifinale e lo fa con la consapevolezza di chi sa di aver dato tutto. Dopo la sprint in tecnica classica delle Olimpiadi in Val di Fiemme, il campione valdostano si presenta in mixed zone sereno, lucido e orgoglioso del cammino percorso.

«Oggi devo essere contento – ha spiegato Pellegrino ai microfoni del nostro inviato Ermes Morzenti – perché, seppur ci siano stati sei atleti più forti di me, essere parte di questa battaglia, quasi per le medaglie, non può che rendermi fiero del lavoro fatto in questi anni. Non guardo il bicchiere mezzo pieno, ma tre quarti pieno».

Pellegrino, poi, ripercorre un cerchio che si chiude simbolicamente proprio in Val di Fiemme, tredici anni dopo la prima esperienza olimpica:
«Dodici anni fa a Sochi feci la mia prima semifinale, poi sono arrivate due medaglie e ora chiudo le sprint olimpiche con un’altra semifinale. Questo mi dice quanto sono cresciuto come atleta e come persona».

Fondamentale anche l’apporto del pubblico:
«È stato bellissimo gareggiare con tutta questa gente a bordo pista. Ci ha dato una spinta enorme. Credo che oggi, tra le volate delle ragazze e le nostre, siamo riusciti a regalare belle emozioni».

Dal punto di vista tecnico, Pellegrino ha sottolineato la scelta condivisa con lo staff:
«Abbiamo optato per un grip meno aggressivo in salita, ma che pagava in volata. E infatti lì si è visto che avevamo dei missili. Gli skimen si meritavano questa giornata».

Momento significativo anche in mixed zone, quando Pellegrino ha interrotto le sue dichiarazioni per commentare l’argento dello statunitense Ogden:
«Se lo merita tutta la vita», ha detto sorridendo, dimostrando ancora una volta grande sportività mentre seguiva in diretta l’esito della finale.

Guardando alla carriera, Pellegrino individua due svolte decisive: il 2014 e il 2022.
«Sochi mi ha segnato: ero distrutto allora, oggi no. Questo dimostra quanto ho lavorato bene. Poi nel 2022 è cambiato tutto con la famiglia, i figli, il matrimonio. Ho cambiato approccio alla vita dell’atleta e anche il fisico ha risposto meglio».

Ora lo sguardo è già rivolto alle gare di squadra:
«Una medaglia in un evento a squadre è l’obiettivo di queste Olimpiadi. Abbiamo quattro occasioni e siamo pronti».

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