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Biathlon , Milano-Cortina 2026

Milano Cortina 2026, Minkkinen regala la prima medaglia al biathlon femminile finlandese: “Volevo una gara di cui poter essere felice”

© Dmytro Yevenko

La gara perfetta nel momento più difficile, per Suvi Minkkinen, che conquista un bronzo che premia la sua costanza e la sua lucidità, oltre che la programmazione di un intero percorso. Dopo settimane di forti pressioni, la finlandese si lascia finalmente andare al sollievo nelle parole all’OIS al termine dell’Inseguimento olimpico di ieri ad Anterselva per le Olimpiadi Milano Cortina 2026.

«Comincio a sentirmi un po’ a corto di parole. Alle Olimpiadi la pressione è quasi brutale: tutti cercano la gara perfetta in queste due settimane. Oggi credo di esserci riuscita davvero, e adesso mi sento sollevata».

Un bronzo costruito soprattutto sull’ultimo giro, dove Minkkinen ha dovuto gestire il rientro della norvegese Maren Kirkeeide e la lotta con la francese Lou Jeanmonnot.

«Quando sono uscita dall’ultimo poligono non pensavo che fosse abbastanza. Poi, quando Kirkeeide mi ha raggiunta sulla lunga salita, ho pensato che restarle vicina mi avrebbe dato buone possibilità contro Lou (Jeanmonnot) per il bronzo. Maren è probabilmente l’atleta più difficile da affrontare in quella situazione, e credo che in quel momento la lotta per l’argento non fosse dalla mia parte», ha spiegato.

Esattamente come per Lisa Vittozzi, anche questo risultato ha un valore storico: si tratta della prima medaglia olimpica nella storia del biathlon femminile finlandese.

«Fa effetto sentirlo dire, ma non ho mai pensato a questo risultato sotto questo aspetto. Io gareggio soprattutto per me stessa: volevo una gara di cui poter essere felice. Ieri ero già soddisfatta e questo mi ha dato libertà oggi. Una buona gara ieri, una gara perfetta oggi», ha aggiunto.

Infine, Minkkinen ha voluto sottolineare il percorso che l’ha portata sul podio olimpico, frutto di un lavoro mirato negli ultimi anni.

«Forse è quello che mi emoziona di più. So quanto ho investito in questo sport, soprattutto nelle ultime due stagioni. Il lavoro in altura era stato pianificato pensando a questo momento. Essere riuscita a fare la gara perfetta proprio qui è qualcosa di speciale, mi lascia quasi senza parole».

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