Federico Pellegrino ed Elia Barp hanno scritto una bella pagina dello sci di fondo italiano e lo hanno fatto in casa alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, confermando come il movimento è in grande crescita. Un risultato tutt’altro scontato dopo Pechino 2022 e che ha visto i giovani crescere particolarmente in questo quadriennio, lasciando così ottime speranze in vista di un futuro senza il 35enne di Nus.
“Questo evento era l’obiettivo principale degli ultimi quattro anni. Fino a Pechino mi sono sempre concentrato sulla mia prestazione, però ai Giochi Olimpici qui a casa mi sono detto ‘questa è un’ottima opportunità per il team di conquistare dei nuovi fan qui in Italia e far vedere a tutti quanto siamo bravi quando si tratta di sciare’ – ha spiegato Pellegrino in conferenza stampa -. Adesso ho partecipato a questa gara a squadre. Torneremo a casa con due medaglie e ne sono veramente orgoglioso. Ho investito tanta energia per migliorare il livello medio del team e del sistema italiano. Tutti possono vederlo sia durante i Mondiali che durante i Giochi olimpici come il miglioramento sia palese. Ho la sensazione di aver fatto quello che dovevo fare e che adesso lo sci di fondo sarà uno slancio per tutti i giovani atleti che permetterà a loro di diventare ancora più forti”.
Chi sicuramente può sfruttare maggiormente questo impegno del poliziotto valdostano è stato Barp che ha seguito Pellegrino per anni prima di condividere con lui due medaglie di bronzo a Tesero in pochi giorni.
“Per me è veramente fantastico perché mi torno a casa contentissimo. Negli ultimi 3-4 anni ci siamo allenati insieme e sono stato anche a casa sua. Ho voluto imparare il più possibile da lui e quindi sia nell’allenamento che durante la gara ho cercato di imparare il più possibile. Sono arrivato a un ottimo livello e adesso devo continuare a migliorare da solo, però sono partito da un buon punto, quindi sono arrivato a metà del percorso direi – ha aggiunto il 23enne di Trichiana -. Si va avanti con me e gli altri ragazzi che sono in squadra con me e con Federico. Abbiamo fatto vedere che non c’è solo lui nella staffetta, la medaglia l’abbiamo vinta in quattro, quindi sicuramente siamo io, Davide e Martino pronti per gareggiare senza Federico. Sono sicuro che ad esempio Davide sarebbe stato allo stesso livello nostro oggi, quindi penso che potremmo essere comunque nella partita anche senza Federico”.
Pellegrino ha inoltre mostrato le difficoltà incontrate nel corso della gara dove è stato costretto a far i conti anche un piccolo infortunio patito al braccio nello skiathlon e peggiorato a causa di qualche impatto con gli avversari.
“Mi farà male ancor di più nelle prossime ore. Musgrave, prima nella zona di scambio, mi è venuto addosso e mi ha fatto male nello stesso punto, quindi dovrò vivere con un po’ di dolore nelle prossime ore. Vedremo come andrà in vista della 50 chilometri”.

