Johannes Hoesflot Klaebo ha fatto la storia! E’ suo l’oro nella 50 km in tecnica classica a Lago di Tesero che vale il record di 6 allori nella stessa olimpiade. E’ lui l’uomo copertina di questa edizione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Martin Loewstroem Nyenget ha provato in ogni modo a staccare il compagno di squadra sin dal primo metro, tirando praticamente tutta la gara ad un ritmo altissimo, ma Klaebo ha resistito alla grande e nel finale ha fatto valere il suo proverbiale spunto veloce. Bronzo per Emil Iversen per la tripletta norvegese sul podio che ancora mancava nello sci di fondo e che era sembrata inevitabile già a metà gara, quando i tre hanno staccato tutti gli altri.
Klaebo riesce così a vincere tutte le gare dello sci di fondo nella stessa edizione dei Giochi Olimpici, fatto che difficilmente verrà ripetuto e ripetendo così l’en plein del mondiale di Trondheim dello scorso anno. Il fuoriclasse norvegese, a nemmeno 30 anni, mette così il punto esclamativo ad una carriera già leggendaria, divenendo ufficialmente, se ci fosse ancora qualche qualche dubbio, il più grande di sempre, il GOAT dello sci di fondo. Una gara durissima, su un tracciato molto impegnativo, con una neve che diventava sempre più lenta, ma l’astro norvegese non ha mai concesso nulla nonostante il forcing continuo di Nyenget.
I tre norge hanno fatto selezione sin dall’inizio, portando via all’inizio un quintetto con anche il giovane russo Savelii Korostelev, l’ultimo ad arrendersi e poi quinto, e il francese Victor Lovera, poi crollato nel finale e ottavo al traguardo. Quarto con una grandissima rimonta Theo Schely, sicuramente alla miglior gara della carriera. Sesto il veterano scozzese Andrew Musgrave, davanti al coriaceo finalndese Arsi Ruuskanen. Chiudono la top ten Gustaf Berglund e Florian Notz.
Gara solida per Simone Daprà, il migliore azzurro al traguardo col 18esimo posto. Ha provato a tenere duro nelle prime fasi di gara Elia Barp, ma ha poi ceduto terminando 22esimo nella sua prima esperienza in una 50 km di livello internazionale. Per lui oggi comunque tanta esperienza e l’emozione di aver fatto parte di una giornata storica per questo sport e per gli sport invernali in generale.
CRONACA DELLA GARA
Dopo meno di un chilometro c’è subito il primo grande movimento: Martin Loewstroem Nyenget attacca immediatamente e prova ad andare in fuga. Deve spendersi subito quindi Klaebo in prima persona per provare a richiudere, riconoscendo la pericolosità del compagno di squadra. Il ricongiungimento avviene dopo pochi chilometri, ma nel frattempo il ritmo si è subito alzato e la selezione nel gruppo è già consistente. Nyenget continua a tenere alta l’andatura fino al termine del primo giro da 7,25 km, mentre si fa vedere davanti anche Desloges.
Durante il secondo giro il gruppo di testa si sgrana ulteriormente e rimangono in 20 davanti, con anche Elia Barp. Bene davanti Savelii Korostelev e Andrew Musgrave, mentre anche Iivo Niskanen inizia a dettare il ritmo. A inizio terzo giro arriva l’attacco secco dei norvegesi, con solo Korostelev che tiene il ritmo, mentre a sorpresa si fermano all’improvviso Niskanen e Amundsen, ritirandosi dopo aver probabilmente capito di non essere in grado di seguire il ritmo dei migliori. Bravissimo il francese Lovera a rientrare e ci prova anche Desloges, ma rimabalza. Se ne vanno così in 5 quando siamo solamente al 16esimo chilometro.
Anche il russo inizia a soffrire nel finale del terzo giro sotto il ritmo incessante di Nyenget, ma cede prima di lui Lovera, che poco prima del terzo passaggio allo stadio deve alzare bandiera bianca. Proprio nella discesa e nel tratto pianeggiante anche Korostelev inizia a perdere qualche metro, forse anche a causa dei materiali meno performanti. Quando mancano 27 km al traguardo ecco che la situazione è quella prevista a inizio gara: tre norvegesi da soli davanti a lottare per le medaglie, con Nyenget sempre più scatenato e deciso a mettere in difficoltà Klaebo. Iversen, Nyenget e Klaebo hanno già 40″ di vantaggio a metà gara su Korostelev.
Il vantaggio dei leader continua a crescere e supera presto il minuto, con sempre Nyenget a fare l’andatura. Dietro intanto Lovera riprende Korostelev che sembra in difficoltà, mentre tanti atleti cambiano gli sci, con la neve che inizia a diventare sempre meno veloce. Il canovaccio prosegue anche nei chilometri successivi, con Iversen e Klaebo che sembrano alleati e lasciano il lavoro sulle spalle di Nyenget che prova invece a sfiancarli. Korostelev ristacca il francese e prova ad assicurarsi il quarto posto, con un ritardo ormai stabile intorno ai 2 minuti, mentre davanti la situazione è ancora invariata al km 40.
Ultimo giro che si preannuncia quindi secondo il seguente copione: Nyenget che prova il tutto per tutto in salita per provare a staccare i rivali, che al contrario tentano di resistere per far poi valere il miglior spunto veloce in volata. A 4 km dal traguardo cede Emil Iversen, che si accontenta del bronzo, mentre rimangono Klaebo e Nyenget a giocarsi l’oro. Klaebo fa valere il suo finale e va a prendersi l’oro che lo porta nella leggenda!
Classifica finale, TOP 10
- J. H. Klaebo (NOR) 2h06’44.8
- M. L. Nyenget (NOR) +8.9
- E. Iversen (NOR) +30.7
- T. Schely (FRA) +2’59.7
- S. Korostelev (AIN) +3’39.8
- A. Musgrave (GBR) +3’58.7
- A. Ruuskanen (FIN) +4’06.5
- V. Lovera (FRA) +4’45.6
- G. Berglund (SVE) +5’13.7
- F. Notz (GER) +6’29.3
Gli italiani al via
18. S. Daprà +8’27.9
22. E. Barp +11’38.1
La classifica completa

