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Milano-Cortina 2026 , Sci di fondo

Sci di fondo – Milano-Cortina 2026, Klæbo e la lotta contro le infezioni respiratorie ai Giochi: “Aver evitato il ritiro pre-Olimpico a Dobbiaco mi ha aiutato” 

Vincere sei medaglie d’oro in altrettante gare disputate alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ha reso Johannes Høsflot Klæbo una vera e propria star di portata mondiale.  Alle spalle di questo successo c’è però un segreto che riguarda la tenuta del fuoriclasse norvegese che ha saputo gestire al meglio possibili infezioni respiratorie riducendo al minimo i contatti.

Fra le scelte più lungimiranti c’è stata senza dubbio la scelta di non prendere parte al ritiro pre-olimpico di Dobbiaco che ha mietuto varie vittime come Harald Østberg Amundsen, Erik Valnes o Mattis Stenshagen, rientrati in patria senza grandi soddisfazioni.

“Sono molto contento di aver scelto di non andare a Dobbiaco per quel ritiro pre-gara. Abbiamo cambiato un po’ i piani affittando una casa a Seefeld e stando lì, solo noi tre. Eravamo io, mio ​​padre ed Emil (Iversen, NdR), e abbiamo ridotto al minimo il numero di persone – ha spiegato Klæbo in un’intervista a NRK nel quale confessa l’irritazione verso alcuni colleghi che non hanno segnalato prontamente i propri sintomi -. Questa è probabilmente la sfida più grande delle Olimpiadi. È così grande, e le occasioni sono così poche, che quando le persone ne hanno la possibilità, potrebbero aspettare un po’ prima di parlare. E questo potrebbe, nel peggiore dei casi, rovinare troppe persone”.

Fra coloro che hanno atteso probabilmente un po’ più del dovuto c’è Einar Hedegart con il quale Klæbo ha vinto l’oro nella gran sprint nonostante il giovane norvegese non si sia presentato in condizioni perfette: “Quando le cose andavano bene, non mi sono preoccupato di perdere tempo. Da parte mia, sono solo contento di averla scampata”.

A proposito del virus influenzale che sta colpendo la nazionale norvegese, è intervenuto anche il medico sociale della squadra Ove Feragen che smentisce la possibilità che qualcuno abbia nascosto la malattia.

“Facciamo affidamento sulle segnalazioni tempestive, e questa è la mia impressione che lo stiano facendo – ha concluso il medico -. Andando verso le Olimpiadi si ha grande paura di ammalarsi. Interpretare i sintomi fin dall’inizio è difficile per tutti”.

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