Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino hanno segnato le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 grazie a delle imprese che sono rimaste nel cuore degli appassionati di sport e non solo. L’oro della sappadina nell’inseguimento di biathlon e i due bronzi conquistati dal valdostano nello sci di fondo hanno colpito anche il CIO che ha deciso di raccogliere alcuni dei loro cimeli all’interno del Museo Olimpico di Losanna.
Al termine delle competizioni ad Anterselva, palcoscenico del biathlon a Milano Cortina 2026, la 31enne friulana ha firmato la sua tuta e l’ha donata al personale del museo che la inseriranno nelle collezioni della struttura che, con una superficie di 3.000 metri quadrati dedicata alle esposizioni, racconta i momenti più emozionanti della storia a cinque cerchi. Oltre alle torce olimpiche, alle medaglie di tutte le edizioni e agli attrezzi sportivi firmati dai campioni, infatti, le collezioni ospitano abiti, strumenti musicali, gli show delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi, manifesti, poster e foto storiche.
Discorso simile per i bastoncini di Pellegrino che andranno a far compagnia fra gli altri alle scarpe di Pietro Mennea a Mosca 1980, ai guantoni di Francesco Damiani a Los Angeles 1984, ma anche manufatti più recenti come la tuta di Federica Brignone a PyeongChang 2018, il costume di Vanessa Ferrari a Tokyo 2020, la maglia di Paola Egonu a Parigi 2024, solo per fare qualche esempio tra gli italiani. In campo internazionale non si possono citare icone come le scarpe indossate da Jesse Owens a Berlino 1936, il pettorale di Nadia Comaneci a Montreal 1976, il pallone da basket firmato dal “Dream Team” USA a Barcellona 1992, la divisa di Usain Bolt a Pechino 2008, o il casco da sci di Lindsey Vonn a PyeongChang 2018.
“Grazie a Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino per le loro donazioni che arricchiscono la nostra collezione di oltre 90.000 oggetti unici – afferma Angelita Teo, Direttrice del Museo Olimpico in una nota trasmessa dalla FISI – Questi oggetti raccontano storie di successi, ma anche di impegno e sacrificio per raggiungerli. Attraverso queste donazioni, i visitatori di tutto il mondo potranno rivivere le emozioni di Milano Cortina 2026 e le generazioni più giovani potranno ispirarsi agli atleti, comprendendo più a fondo il percorso umano e sportivo che conduce ad una medaglia”.
“Entrare di diritto in un museo che raccoglie le testimonianze delle pagine più belle scritte nella storia dello sport ci fa onore – commentano in coro Vittozzi e Pellegrino -. Siamo orgogliosi di avere contribuito ai successi dell’Italia e questa donazione al CIO ne è la testimonianza”.

