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Sci di fondo – Il bilancio di Cramer dopo Milano Cortina 2026: “Ero sicuro delle due medaglie, ora abbiamo giovani pronti per il dopo-Pellegrino”

Una medaglia olimpiche nei Team Event erano l’obiettivo che la squadra azzurra di sci di fondo non ha mai nascosto prima dell’inizio dei Giochi di Milano-Cortina 2026 e ne sono arrivate due, una nella staffetta maschile e l’altra nella Team Sprint, ma ci sono altri “risultati” che sono meno visibili all’occhio di chi si approccia alla discipline una volta ogni quattro anni, ma è ben chiari a chi la segue quotidianamente: una squadra giovane che cresce e di grande prospettiva.
Ecco perché Fondo Italia ha interpellato il responsabile tecnico della nazionale italiana di sci di fondo, fortemente voluto dal “capitano” della squadra Federico Pellegrino per il quadrienno che avrebbe condotto alle Olimpiadi casalinghe, il tedesco Markus Cramer, di cui ha sempre condiviso metodo di lavoro e filosofia; a lui abbiamo chiesto di tracciare un bilancio dell’avventura a cinque cerchi tra orgoglio e prospettive future ma senza nascondere qualche ombra evidenziata durante i Giochi.

Due medaglie con le prove a squadra maschili. Era l’obiettivo dichiarato e lo avete centrato. Che sensazione prova?

“Sono orgoglioso della nostra squadra per queste due medaglie. Sono sempre stato sicuro che fosse possibile conquistarle ai Giochi Olimpici. Certo, è stato un percorso lungo e difficile, ma il team ha investito tantissimo lavoro per arrivare a questi risultati.”

Cosa si sente di dire a Federico Pellegrino alla fine di queste Olimpiadi? È stato lui a volerla come tecnico azzurro, ha sempre creduto nella sua linea e ora ha ottenuto quello che desiderava.

“Devo semplicemente dire grazie a Pellegrino per aver sempre creduto nei miei metodi di allenamento e nei nostri obiettivi, per essere stato un modello per tutti e per aver speso tanto di sé stesso nell’intera squadra.”

Qual è il suo giudizio su Carollo, Graz, Barp e gli altri giovani? Sono pronti a raccogliere l’eredità di Pellegrino?

“Sono ovviamente molto felice per le due medaglie di bronzo della squadra maschile italiana, ma sono altrettanto contento per i nostri giovani atleti come Barp, Graz, Carollo, De Martin per quello che rappresentano per il futuro. Per il dopo-Pellegrino ora possiamo contare su atleti giovani e forti che possono ottenere ottimi risultati in futuro. Sono pronti a fare quello che ha fatto Pellegrino.”

Oltre che al maschile, ottima prestazione anche da parte della staffetta femminile, con l’unico rammarico per i problemi fisici di Maria Gismondi. Rispetto a quando è arrivato in Italia vede miglioramenti nel settore femminile? Che sensazioni ha per il loro futuro?

“Quello che le nostre ragazze hanno mostrato in staffetta è stato davvero fantastico e ha dimostrato di cosa sono capaci. Naturalmente ci è mancata una Maria al massimo della forma, e forse quel giorno avremmo potuto ottenere qualcosa di davvero speciale. Ma le ragazze hanno visto cosa è possibile fare, e questo le aiuterà sicuramente in futuro. Avere due ragazze in semifinale nella sprint dei Giochi è stato molto bello da vedere, ma in futuro voglio vedere delle atlete complete, delle all-rounder.”

Ha qualche rimpianto su queste Olimpiadi o è solo soddisfatto dei risultati?

“Ho molti bei ricordi di queste Olimpiadi: le due medaglie, certo, ma anche il fatto di avere un atleta italiano nella top 10 in quasi ogni gara. Quello che per me è stato negativo sono state le troppe decisioni sbagliate della giuria prima e soprattutto dopo alcune gare. Le regole di competizione sono state troppo spesso ignorate e non sanzionate.”

Quando prenderà una decisione sul suo futuro?

“Al momento non è deciso nulla. Prima parlerò con la Federazione italiana, poi vedremo.”

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