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Sci di fondo

Sci di fondo – Federico Pellegrino dopo il weekend di Falun: “La mia presenza è stata incerta fino a pochi giorni dalle gare”

Photo Credits: Pentaphoto

Alla fine ha deciso di andare avanti fino a fine stagione e lo sta facendo mettendo in pista tutto sé stesso. A Falun, Federico Pellegrino è stato protagonista di due buone prestazioni, nonostante venisse da un finale di Olimpiade difficile, con quel malanno che l’ha costretto a fermarsi e saltare la 50 km olimpica.

Dopo lo skiathlon chiuso al 19° posto, il valdostano delle Fiamme Oro ha ammesso a Fondo Italia che la sua presenza in Svezia era sta anche a rischio quasi fino all’ultimo. «Una volta deciso di proseguire anche dopo le Olimpiadi – ha detto il campione di Nus – dovevo recuperare dalla tendinite al polso che mi è venuta fin da inizio Olimpiadi e ovviamente il malanno che mi ha tenuto fuori tre giorni dalle piste da sci, non permettendomi purtroppo di disputare la 50 km olimpica. Per questo motivo, la mia presenza qui a Falun è stata incerta fino a pochi giorni dalle gare. Dopo un paio di giornate di allenamento a casa, ho deciso di provare a salire».

Nonostante le aspettative non fossero altissime, Pellegrino ha fatto molto bene in qualificazione, chiudendo terzo. Poi è arrivata l’eliminazione nella batteria dei quarti di finale. «Sono rimasto stupito dalla mia prestazione in qualificazione, soprattutto delle belle sensazioni e dell’ottimo tempo ottenuto. Poi i quarti di finale non sono andati come avevo immaginato, perché con me e Klaebo in batteria si è aggiunto anche il ventiseiesimo qualificato, che era però Heggen, vincitore a Oberhof. A quel punto ho capito che sarebbe stata battaglia, ma qualcosa nelle mie gambe non ha funzionato, ho patito il cambio di neve. Poi so che in questa fase finale della mia carriera, i quarti di finale sono la fase più ostica per me nella sprint, in quanto ci sono tanti giovani che possono mettersi in luce e hanno la tenuta per fare una bella prestazione, come ha fatto Grahn ieri. Purtroppo per poco non sono passato come lucky loser».

Oggi, invece, il valdostano ha concluso 19° nello skiathlon, patendo nel secondo giro: «Quando non ho tante ore di volume nelle gambe, come mi è successo tra Olimpiadi e i giorni in cui sono stato fermo per malattia, fatico a scoprire qual è il limite da non superare. Oggi mi sembrava di stare bene nel primo giro in classico, poi nel secondo quando forse ero andato un po’ oltre si è accesa la miccia, perché i norvegesi hanno accelerato per prendere i punti sprint. Lì non sono stato abbastanza lucido dal capire che avrei dovuto un attimo rialzarmi e andare avanti al mio ritmo. Sono andato oltre e ci ho messo poi 10 km a tornare in possesso del ritmo giusto per il finale di gara, dove mi sono difeso bene. Peccato, perché la top ten era appena a una ventina di secondi da me e con una gestione di gara più attenta, avrei potuto cogliere punti importanti».  

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