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Sci di fondo

Sci di fondo – Tensioni nella nazionale svedese: atleti critici verso la gestione Byström

Foto credit: Newspower

Nonostante il grande successo di Milano Cortina 2026, almeno nel settore femminile, in cui la Svezia si è confermata la potenza dominanti della disciplina, all’interno della nazionale svedese di sci di fondo emergono segnali di forte tensione. Secondo quanto riportato dal quotidiano svedese Expressen, dietro ai risultati sul campo si starebbe sviluppando un malcontento diffuso tra i membri della squadra, con alcuni atleti che, in maniera anonima, hanno espresso insoddisfazione nei confronti della gestione del direttore tecnico, Anders Byström.

Contattati dal giornale svedese, alcuni atleti della Nazionale hanno parlato infatti di problemi strutturali della squadra: tra i punti più citati emerge la comunicazione tra staff tecnico e atleti. «È al di sotto degli standard. A volte sembra che abbiano paura di commettere errori, ma alla fine gli errori arrivano comunque», avrebbe dichiarato uno degli sciatori interpellati.

Secondo quanto riferito, le informazioni relative alle convocazioni e alla partecipazione alle gare sarebbero state talvolta poco chiare o comunicate con scarso anticipo. In alcuni casi, spiegano le fonti di Expressen, diversi membri dello staff avrebbero fornito indicazioni differenti agli atleti.
Inoltre, gli atleti al di fuori del giro della nazionale maggiore finirebbero spesso per sentirsi dimenticati dagli allenatori. «Mantengono contatti solo con chi fa parte della nazionale. Per chi rimane fuori, invece, è tutto chiuso. È un atteggiamento incredibilmente discriminatorio», ha dichiarato una delle fonti.

Un altro atleta ha sottolineato come, nelle fasi più importanti della stagione, la leadership non sia apparsa sufficientemente solida: «Quando arriviamo ai grandi eventi diventa evidente che qualcosa non funziona».

Uno degli episodi che avrebbe contribuito ad alimentare le tensioni riguarda la gestione di Linn Svahn durante i Giochi. La 26enne, dopo tante peripezie e diversi problemi di salute in concomitanza con Mondiali e Giochi Olimpici, ha finalmente conquistato l’oro nello sprint e sembrava destinata ad avere un ruolo chiave sia in occasione della Team Sprint – a cui ha rinunciato per un malanno – che della 50km conclusiva. E invece, secondo quanto ricostruito da Expressen, lo staff tecnico ha optato per la sua esclusione dopo che la dirigenza aveva dato il via libera a cinque atlete, rendendo la situazione in squadra particolarmente difficile. Una decisione vista ancor più negativamente dopo le assenze di Sundling e Karlsson, che Svahn avrebbe potuto quantomeno sostituire.
La stessa atleta, che ha saputo di non essere stata scelta tramite un messaggio con il biglietto di ritorno per la Svezia allegato, ha del resto così commentato la vicenda dopo la vittoria in Coppa del Mondo a Falun, pur senza entrare nei dettagli: «È qualcosa che dovremo affrontare dopo la stagione, perché non dovrebbe succedere in questo modo».

Secondo uno degli atleti coinvolti nel reportage, non è certo grazie alla dirigenza che la Svezia ha raccolto i successi degli ultimi anni. «Andiamo bene, perché semplicemente siamo fortissimi. Quando però si ha così tanta storia alle spalle, prima o poi ci si sente sazi. È il nostro spirito di squadra che ci permette di andare così bene».

Al centro delle critiche, come detto, c’è il direttore tecnico Anders Byström, alla guida della nazionale da diversi anni. Alcuni atleti intervistati hanno affermato di aver perso fiducia nella sua leadership, sostenendo che «spesso si tira indietro ed è troppo debole per prendere posizione» e la squadra potrebbe «beneficiare di una guida diversa».

Una delle soluzioni proposte riguarda l’esclusione degli allenatori personali degli atleti dal ruolo allenatori della Nazionale; nell’attuale organigramma, quattro dei cinque allenatori della nazionale sono anche allenatori personali dei pattinatori della squadra ed è un situazione che potrebbe influenzare le convocazioni e le scelte degli atleti nelle singole gare.

Interpellato da Expressen, Byström ha riconosciuto l’esistenza di possibili tensioni ma ha ridimensionato la situazione. «Ogni primavera emergono forme di insoddisfazione. È comprensibile in uno sport altamente competitivo», si è giustificato, difendendo l’approccio adottato negli ultimi anni: «Abbiamo cercato una leadership comprensiva, con piani personalizzati per gli atleti, e i risultati dimostrano che il sistema funziona».

Ad ogni modo Byström ha comunque confermato che, al termine della stagione, tutti i membri della squadra verranno coinvolti in una valutazione interna per analizzare eventuali problemi organizzativi. Il suo futuro, tuttavia, non appare completamete definito, benché ci sia un contratto valido fino ai Mondiali di Falun del prossimo anno. «Dipenderà da cosa vorranno i miei superiori e anche da cosa vorrò io», ha dichiarato.

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