23° posto finale per Caterina Ganz nella sprint a skating di Lahti. La trentina delle Fiamme Gialle ha fatto importanti passi avanti rispetto a Falun, quando aveva faticato moltissimo sembrando fuori condizione, a seguito della malattia che l’aveva colpita nell’ultima settimana dei Giochi Olimpici, costringendola a rinunciare alla 50 km.
«Si, ho fatto dei passi avanti rispetto a Falun – ha detto Ganz a Fondo Italia – dal giorno della team sprint olimpica ho iniziato a non sentirmi bene e il giorno successivo ero ko. Mi sono ammalata e ho così avuto una settimana dura. Quando sono partita per Falun sapevo di non essere nelle migliori condizioni, ma ho voluto comunque salire e provare. Le gare sono andate male ma conoscevo il motivo.
Oggi è andata molto meglio. Nella qualifica di Falun non ero minimamente entrata in gara e nemmeno il giorno dopo. Qui, invece, nel finale della qualifica ho fatto molto bene e anche in batteria avevo belle sensazioni, ma era lenta e ci trovavamo tutte lì. Mi è dispiaciuto perché ne avevo ma ero sempre un po’ chiusa. Comunque sensazioni molto meglio rispetto alla settimana scorsa. Per fortuna, perché altrimenti era meglio tornare a casa (ride, ndr)».
Ganz è tornata poi sulle Olimpiadi, nelle quali ha fatto delle belle prestazioni, disputando così il suo miglior grande evento si qui in carriera, «Personalmente ho ottenuto il miglior risultato in carriera nella sprint, quel giorno è stato tutto bello, mi sono divertita ed ero davvero felice. Quello è il ricordo più bello porterò. In staffetta, quando Iris mi ha dato il cambio lì davanti, mi si è chiusa la vena e sono andata (ride, ndr). Credo aver fatto una delle gare più belle della mia vita a classico. Ho solo un po’ di rammarico per la team sprint, che mi è sempre piaciuta come gara, ma quel giorno già stavo covando la malattia. Mi è dispiaciuto tantissimo non aver potuto fare la 50».
Ganz è l’esperta di una squadra azzurra femminile giovane e promettente. Ganz è pronta ad aiutare le compagne: «Se posso essere un punto di riferimento, mi metto a loro disposizione. Anche solo per chiedere un consiglio, loro sanno che ci sono e li dò senza alcun problema».

