Tra la sua fame di vittoria infinita, le Olimpiadi dove è stato l’assoluto protagonista a livello globale facendo parlare tutto il mondo di sé e dello sci di fondo, fino all’addio di Federico Pellegrino. Con il sorriso rilassato di chi sembra riuscire a far tutto con grande facilità e allo stesso tempo ha già realizzato il massimo in termini di successi e obiettivo, Johannes Klæbo si ferma a parlare con Fondo Italia nella mixed zone di Lahti.
Il campione norvegese ha appena vinto la sprint e a differenza di tante altre occasioni non deve sostare a lungo a fare interviste, come gli è accaduto sei volte durante le Olimpiadi, dove la mixed zone diventava quasi una via crucis, costretto a fermarsi “stazione per stazione” abbondantemente oltre l’ora.
La conversazione con Klæbo parte dalla sua mentalità vincente, che lo porta a essere ancora concentratissimo, quando dopo tutto quello che ha vinto agli ultimi Giochi Olimpici sarebbe stato anche normale un calo di attenzione. «Quando indosso il pettorale provo solo a dare sempre del mio meglio – dice il fenomeno norvegese – ma le motivazioni ovviamente sono diverse oggi rispetto a quelle Olimpiche. Anche questa volta è stata una giornata positiva, ma non vedo l’ora che presto arrivino le vacanze».
Klaebo è stato il personaggio delle Olimpiadi, l’atleta di cui più si è parlato per quanto fatto in pista. Le sue vittorie, ma anche i suoi gesti atletici, hanno catturato l’attenzione di tutti. I suoi profili social hanno moltiplicato i followers e allo stesso tempo le immagini del suo scatto in salita è stato mostrato ovunque, diventando addirittura un “meme”.
«Eh si, sono accadute tante cose durante le Olimpiadi – afferma sorridendo il vincitore di sei medaglie d’oro – è stato bello farne parte e vedere quanta gente ha apprezzato e riconosciuto quanto stavo facendo. Ritengo positivo e mi rende orgoglioso essere anche riuscito a far tenere l’attenzione sullo sci di fondo, perché è per quello che viviamo. È sempre bello far parte di qualcosa che la gente ricorderà».
Dodici medaglie d’oro consecutive tra Mondiali di Trondheim e Olimpiadi in Val di Fiemme, numeri paurosi quelli del norvegese. Difficile per lui fare un confronto. «Entrambe sono state molto difficili. Ovviamente le Olimpiadi rappresentano per tutti qualcosa di diverso. Personalmente i Mondiali di Trondheim furono davvero speciali, vincendo a casa mia, ma a livello globale le Olimpiadi sono qualcosa di più grande. Diciamo che alla fine è stato bello ottenere lo stesso risultato in entrambe. Ora posso permettermi di lasciare cadere il microfono». Sorride e mima il gesto tipico del mic drop.
La gara di Lahti ha rappresentato anche l’ultima sprint a skating di Pellegrino nella località in cui si laureò campione del mondo nel 2017. Quel giorno Klaebo giunse terzo e da allora ha vinto le successive sette sprint tra Mondiali e Olimpiadi. «Quel giorno in realtà ero super soddisfatto – puntualizza – perché prima di allora avevo vinto solo una gara di Coppa del Mondo, quindi ero contento di essere riuscito a salire sul podio. Ero giovanissimo e contento pure se non avevo vinto, ma anche molto motivato a non farlo accadere di nuovo. Ricordo anche che Federico disse di essere felice di aver vinto quel giorno perché pensava che sarebbe stata l’ultima occasione per lui. Abbiamo avuto poi diverse altre belle battaglie nel corso degli anni».
Klaebo ha quindi elogiato Pellegrino: «È stato un privilegio competere con lui. Ho grande rispetto per tutto ciò che ha ottenuto come atleta e penso anche che abbiamo un grande rapporto. Sono felice di aver fatto parte della sua carriera, come suo avversario. Penso che lui possa essere veramente orgoglioso di quello che ha ottenuto come atleta e come persona. Gli auguro tutto il meglio per il futuro e che potremo ancora vederlo in questo ambito seppur non da atleta ma in qualche altro ruolo».

