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Sci di fondo

Sci di fondo – La consapevolezza di Pellegrino dopo la sprint di Lahti: “Le sprint sono così, ho provato a prenderla di petto”

© Gianpaolo Piazzi/CONI

Con un po’ di amaro in bocca dopo la bella prestazione sia in qualificazione che durante la batteria, si ferma ai quarti di finale la gara di Federico Pellegrino nella sprint a tecnica libera di Lahti. L’azzurro ha chiuso al terzo posto nella propria batteria, rimanendo a lungo in corsa per il passaggio del turno come lucky loser prima di essere escluso per pochi centesimi. Una batteria comunque combattuta, nella quale Pellegrino ha scelto un approccio più aggressivo rispetto al solito, cercando di impostare il ritmo fin dalle prime battute.

«Le sprint sono così – ha spiegato l’azzurro all’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio – sono andato davanti per tenere un buon ritmo, non volevo rischiare di rimanere nel gruppo come faccio di solito e poi restare dietro o fuori, come è successo a Falun. Ho provato a prendere la gara un po’ più di petto.» Nel finale, però, la volata non ha premiato l’azzurro, superato proprio negli ultimi metri. «Per pochi centesimi è arrivato Riebli nello sprint finale. È così. Probabilmente ci sarebbe molto di più da stupirsi se fossi riuscito a rimanere davanti nello sprint finale, è normale che sia così e lo accetto.»

Il poliziotto di Nus ha comunque mostrato ancora una volta grande efficacia nella fase di qualificazione: «Mi stupisce sempre l’essere così performante in qualifica, però è comunque una qualità che si impara anche con l’esperienza. Invece lo sprint finale da freschi, così, ai quarti di finale, è una qualità che si ha soprattutto nei primi anni di carriera.»

Secondo il valdostano, inoltre, la scelta della batteria avrebbe cambiato poco in una gara dove il livello era molto alto in ogni gruppo. «Se andiamo a vedere tutte le batterie, Masson ha un finale pauroso, era in testa di un secondo all’intertempo. Pueyo è uno che nell’ultima discesa è meglio non avere intorno. Sono arrivati poi dopo della mia scelta tutti i giovani, ma è normale che sia così. Per me è già incredibile pensare di essere qui. Dopo le Olimpiadi di solito riuscivo a rilanciare, ma probabilmente la prospettiva del fine carriera mi sta facendo trovare un po’ più duro tutto: la vita, le trasferte, le gare.»

In questa fase della stagione, e della carriera, Pellegrino guarda alle gare con uno spirito diverso, accettando anche le difficoltà che arrivano con il passare degli anni. Proprio per questo il campione valdostano prova a godersi ogni occasione nel circuito mondiale.

«Accetto che sia così e mi diverto di più a fare le gare distance, senza dover stare troppo a pensare alle tattiche. Prendo quello che c’è di buono e cerco, anche se non è facile, di godermi queste ultime trasferte di carriera.»

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