Oltre 10 gradi, il sole che batte sulla pista e un caldo primaverile. Il clima a Otepää non sembra affatto da sport invernale, anche perché di neve c’è giusto il necessario per consentire lo svolgimento della gara, grazie al grande lavoro del comitato organizzatore locale.
La neve è quindi molle e di conseguenza lenta, prospettando così delle gare piuttosto dure per gli atleti. «Con questa neve primaverile non è bellissimo – ha detto Patrick Braunhofer nell’intervista video a Fondo Italia, che trovate sotto l’articolo – ad inizio allenamento ha tenuto anche bene, poi dopo pochi minuti si è spaccata e sembrava di essere in spiaggia. Sarà dura per tutti. Speriamo salino un po’ e che in gara possa tenere meglio di oggi».
In programma alle 15.15 di domani vi è una sprint da 10 km, che si prevede quindi molto tosta. «Anche se è una gara solo su due poligoni, sarà davvero lunga. Il giro era già tosto di per sé, con questa neve sarà davvero difficile. Anche il poligono non è semplice, bisogna fare attenzione perché c’è abbastanza vento da destra verso sinistra. Ma se si reagisce bene con le tacche si può fare un bel lavoro».
Tra un anno, ma a febbraio, Otepää ospiterà il Mondiale di biathlon. «Per fortuna tra un anno le temperature dovrebbero essere diverse – ha aggiunto Braunhofer – ho sentito che la settimana scorsa faceva ancora abbastanza freddo e il caldo è arrivato tutto assieme. Lo stadio qui è bellissimo, ero già venuto qui anni fa per i Mondiali Juniores e fu una bella esperienza. Ricordo che erano a febbraio e c’era davvero tanto pubblico per un evento giovanile. Allora faceva anche molto freddo».
A proposito di Mondiale Giovanile, Patrick Braunhofer ha festeggiato anche la vittoria della staffetta italiana maschile Youth al Mondiale Giovanile di Arber. Un gruppo tutto altoatesino, che vedeva al suo interno anche il fratello Andreas.
«Si sapeva che la nostra squadra avrebbe potuto fare bene, ma si sa che in staffetta può sempre accadere di tutto. I tre ragazzi hanno fatto proprio una grande prova. Sono colpito dalla strada fatta da mio fratello fino a qui. Mi auguro sia l’inizio di una bella carriera da biatleta. Credo molto in lui e sono orgoglioso di quello che sta facendo. Spero che in futuro abbia ancora divertimento e voglia di praticare questo sport».
L’azzurro è felice non solo per suo fratello Andreas, ma anche per gli altri due componenti del gruppo che conosce piuttosto bene, Julian Huber e Jonas Tscholl, tutti altoatesini. «Si li conosco bene e sono tutti e tre molto amici. Da anni si allenano e si trainano a vicenda, sono un gruppo molto unito. Mi fanno venire in mente i ricordi di quando avevo la loro età ed ero parte di un gruppo di sette o otto atleti che ci tiravamo a vicenda. È bello vedere lo stesso ora con loro, perché sono grandi amici e non c’è concorrenza interna. È il bello di questo sport e di quella età».
A rendere tutto ancora più bello per Patrick Braunhofer è che tutta la sua famiglia è stata direttamente coinvolta in questa vittoria. Un successo tutto firmato Comitato Sudtirol, di cui sua mamma Isabella (Filippi) è coordinatrice del comitato regionale, mentre suo padre Christian è allenatore. «Èh credo proprio che questa medaglia sia stata festeggiata abbastanza a casa. Io ho ancora due settimane di stagione, poi festeggerò con loro anche io questo bel successo».

