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Biathlon – Coppa del Mondo, Lisa Vittozzi si conferma ai vertici nell’inseguimento di Otepää e lancia un segnale alle avversarie: “Ho ancora fame di vittoria. Quando non l’avrò più, non sarò più qui”

@Dmytro Yevenko

Lisa Vittozzi sembra stia vivendo magico dopo le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e lo dimostra nell’inseguimento di Otepää (Estonia). La 31enne di Sappada si è imposta nella gara di Coppa del Mondo di biathlon regalando all’Italia il ventunesimo podio stagionale che permette alla squadra azzurra di pareggiare il record fissato già nel 2018-19 e 2022-23.

Un trionfo frutto della tranquillità della friulana che ha saputo sfoderare una prestazione perfetta nel terzo poligono distaccando così Julia Simon e potendo gestire al meglio l’ultima serie di tiro nella prima occasione da campionessa olimpica della specialità.

“Sono contenta perché mi sono presa la rivincita da ieri, anche se ovviamente ero soddisfatta, però quando sei lì davanti, vuoi vincere sempre e oggi penso di aver fatto una gara molto intelligente, soprattutto al terzo giro quando non ho seguito Julia perché ha aumentato un po’ il passo. Sapevo che oggi la differenza si faceva al poligono oggi e quindi ho cercato di lavorare per ogni colpo – ha spiegato Vittozzi ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Al giro successivo non volevo spendere troppa energia nel voler stare a tutti i costi con lei. Con le condizioni che c’erano oggi al poligono, quei cinque secondi non cambiavano, però magari cambiavano se avessi dovuto forzare a star lì. Sicuramente mi avrebbe aiutato star in scia, ma ho fatto un po’ di tattica in quel senso e mi è andata bene”.

Proprio il poligono si è confermato decisivo per la vittoria della gara, soprattutto in piedi dove il vento oggi l’ha fatta da padrona, costringendo molte atlete all’errore e di conseguenza ad affrontare il giro di penalità. Fondamentale è stata anche la velocità di rilascio dei colpi che ha consentito a Vittozzi di distanziare atlete come Lou Jeanmonnot e Suvi Minkkinen, autrici soltanto di un errore.

“A terra era più fattibile rispetto in piedi. L’errore che ho fatto io è un errore mio, penso, quindi era abbastanza fattibile ovviamente. Io sparavo dove ho azzerato, quindi era la condizione che più o meno ho trovato all’azzeramento, cosa che non sarebbe successa se avessi sbagliato all’inizio e mi sarei magari ritrovata in mezzo al gruppo. Magari sarebbe cambiato – ha aggiunto Vittozzi -. In piedi è stato molto più difficile, c’erano ventate e mi sono cercata di ritagliare il tempo giusto, non troppo, ma neanche troppo poco. Cercavo le finestre giuste per poter sparare e dovevo essere pronta sul grilletto”.

Aver vinto il titolo olimpico non ha ridotto la fame di vittoria dell’atleta dei Carabinieri che, dopo aver smaltito le fatiche accumulate post-Giochi a causa dei festeggiamenti e degli appuntamenti a cui è stata chiamata a essere presente, ha ritrovato prontamente la concentrazione necessaria per imporsi. Un aspetto che è frutto della consapevolezza dei propri mezzi come spiegato da Vittozzi.

Sono gli altri ad aver messo il dubbio che non avessi più fame di vittoria. Io l’ho sempre, se no non sarei qui. Non è che vado in giro a a divertirmi, ma vado in giro perché mi diverto a fare le gare, però voglio ottenere anche qualche risultato – ha confessato la friulana -. Penso che lo sto dimostrando e nel momento in cui non avrò più, non sarò più qui. Penso che tutti quelli che sono qui sono molto competitivi, quindi fa parte dello sport”.

Nonostante sia arrivata a quota ventuno podi, l’Italia potrebbe fare meglio ancora secondo Vittozzi che guarda con soddisfazione verso il futuro: “In questa stagione sicuramente si può fare ancora qualcosa, ci sono ancora un po’ di gare. Per il futuro sicuramente ci sono tanti ragazzi giovani che stanno crescendo e ovviamente bisogna sempre dare il tempo per crescere. Stanno comunque facendo dei bei risultati, ovviamente ci vuole più continuità, però penso che sia comunque prima importante fare uno step alla volta e prima o poi arriverà qualcuno”.

Di seguito la videointervista

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