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Biathlon , Interviste

Biathlon – Deedra Irwin e Margie Freed: tra le emozioni per il primo podio in Coppa del Mondo e l’addio di Armin Auchentaller

Un giorno indimenticabile per il biathlon statunitense, che ad Otepää ha conquistato il primo storico podio in una staffetta mista. Dopo le belle frazioni di Maxime Germain e Campbell Wright, a completare l’opera ci hanno pensato Deedra Irwin e Margie Freed.

Per entrambe è il primo podio in carriera, che per Irwin arriva a 33 anni, mentre per Freed giunge a 28 anni, ma appena quattro passati nel biathlon. Giustificato quindi l’evidente sorriso con cui le due si sono presentate in mixed zone.

Glitter e scritta USA sulla guancia sinistra, Deedra Irwin regge anche con dei fiori che le sono stati consegnati dopo la gara. «È il mio primo podio di sempre in Coppa del Mondo – ha esordito la trentatreenne a Fondo Italia è qualcosa che inseguivo da un po’, anche quando ho ottenuto alcuni buoni risultati individuali. È ancora più speciale che sia arrivato di squadra, perché dimostra quanto lavoro c’è alle spalle da parte di tutto il team. Abbiamo dimostrato una bella costanza nel tiro e nel fondo. Non bisogna avere la giornata perfetta, ma essere solo migliori rispetto agli altri. Sicuramente quella di oggi è una giornata speciale, ed è ancora più bello condividerla con la squadra».

Dopo che Margie Freed ha chiuso l’ultimo bersaglio, Irwin si è arrampicata sulla balaustra a bordopista iniziando a urlare per dare la carica alla compagna di squadra quando era sulla scia della svizzera Häcki-Gross. Prima però c’è stata tanta tensione per l’ultima serie decisiva. «Non riuscivo nemmeno a guardare – ha detto – ho anche imprecato qualche volta». A quel punto si è girata guardando la compagna che rideva al suo fianco. «No, ovviamente non era nei tuoi confronti che imprecavo, ma per il vento». Poi è tornata serie aggiungendo: «È stato eccitante vederla chiudere quell’ultimo bersaglio, perché so quanto lo volesse. Allora mi sono arrampicata e ho iniziato a urlarle fortissimo, volevo essere sicura che mi sentisse. Sono davvero orgogliosa di lei ed è stato così bello poter festeggiare insieme».

Il sorriso simpatico e sognante, una testa d’aquila statunitense disegnata sulla guancia, la stessa Freed ha raccontato quell’ultimo poligono: «È stato scioccante. Sapevo che la squadra era tutta lì con me, li sentivo vicini e sapevo che dovevo solo restare calma e colpire i bersagli. Alla fine sono riuscita a farlo. La squadra mi ha messo in una buona posizione, dandomi un bel vantaggio, a quel punto era solo da provare a colpire i bersagli (lo ha detto rallentando). Ci sono riuscita».

Un risultato molto positivo per un’atleta che ha iniziato a fare biathlon da appena quattro anni, dopo una carriera da fondista. Percentuali al tiro che sono migliorate notevolmente. «Si, non ho iniziato da molto tempo. Credo che quest’anno sono riuscita a fare un grande salto nelle mie capacità di tiro. Ho lavorato veramente tanto su questo aspetto durante l’estate ed è stato bello in inverno vedere che tutto questo ha pagato. Non ho ancora fatto tanta esperienza di tiro in situazione di forte pressione come è accaduto oggi. Per me è quindi stata un’esperienza nuova ma bella».

Quello odierno è stato il primo podio degli Stati Uniti in questa stagione, arrivato proprio a una tappa dall’addio di Armin Auchentaller, che ha annunciato la fine della sua lunga collaborazione con il team USA.

«È stato bellissimo che questo podio sia arrivato proprio oggi – ha detto Irwinlo abbiamo inseguito per tutta la stagione e speravamo di provarci alle Olimpiadi, dove però abbiamo avuto dei risultati negativi. È bello ottenerlo ora per chiudere la stagione positivamente. Armin? È il mio allenatore da quando ho iniziato a fare biathlon. È stato bravissimo nell’aiutare la nostra squadra e nel dimostrarci di credere sempre nelle nostre capacità. Ce lo ricorda di continuo, dicendoci di fare solo ciò per cui ci alleniamo. Sono davvero felice che siamo riusciti a regalargli questo podio, in quella che è la nostra ultima staffetta assieme».

Sulla stessa lunghezza d’ondan anche Margie Freed, che ha iniziato la sua carriera nel biathlon proprio con Auchentaller. «Era ora che conquistassimo il podio – ha detto ridendo – ed è stato bello condividerlo con il team e specialmente con Armin. So che lui crede in questa squadra da tanto tempo ed è bello vedere che ci siamo riusciti».

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