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Sci di fondo

Sci di fondo – L’altro lato della 50km di Holmenkollen: i ristori “alternativi” del britannico Gledhill fanno il giro del web

A Holmenkollen lo sci di fondo è una religione, non a caso le piste a Nord della capitale norvegese sono spesso soprannominate la Mecca dello sci nordico. Ma quando a marzo lo Ski Festival prende piede, più che a una gara sportiva, sembra di assistere ad un festival musicale, una sorta di Glastonbury scandinava, tra orchestrine, accampamenti con le tende e tanto alcol. Se negli ultimi anni le critiche però hanno riguardato gli spettatori, che tra una gara e l’altra alzavano il gomito più del dovuto, quest’anno ad attirare l’attenzione sono stati gli stessi atleti. Uno in particolare, iscritto alla leggendaria 50 km: il – neanche a dirlo – britannico Gabriel Gledhill, che come fosse nella nativa Ipswich, ha deciso di dare vita ad una specie di pub crawl sugli sci.

Durante la gara, vinta dal norvegese Einar Hedegart, il fondista si è fermato più volte lungo il percorso per bere con il pubblico: secondo quanto da lui stesso ammesso, avrebbe consumato “dieci o dodici birre e cinque o sei bicchieri di superalcolici”, tra cui Jägermeister, come ha confessato ad Expressen. “Devi cogliere ogni occasione. Se ti lanciano la birra, devi prenderla. Alla fine riuscivo a malapena a stare in piedi. È stata dura, ma ce l’ho fatta” ha continuato.

Non che il 22enne avesse ambizioni di vittoria, ma il risultato a quel punto è passato in cavalleria, concludendo insieme al gruppo femminile partito 45 minuti dopo gli uomini. Il suo gesto non è passato inosservato, soprattutto in Norvegia, dove il fondista di allena col Team Aker Daehlie e gli sportivi sono noti per il loro stile di vita particolarmente rigoroso: come si può immaginare i media hanno reagito con toni piuttosto duri.

Il quotidiano Dagbladet ha scritto senza mezzi termini che “i limiti sono stati superati”, criticando apertamente il comportamento dell’atleta. Ancora più diretto il commento del norvegese Harald Oestberg Amundsen, secondo cui Gledhill “probabilmente cercava solo di attirare l’attenzione”. Il britannico, dal canto suo, si è così difeso: “Non ho rovinato la gara a nessuno”.

Per capire però perché scene simili possano accadere proprio a Holmenkollen bisogna guardare all’atmosfera che circonda questa gara. Anche se sabato la nebbia fitta ha impedito di apprezzare il colpo d’occhio, è noto che a bordo pista il pubblico che affolla le piste è parte stessa del successo dell’iconico weekend di gare. Il quotidiano finlandese Iltalehti, a tal proposito racconta la storia di un un gruppo di amici finlandesi ormai habitué dell’evento che si sono improvvisati barman lungo la pista, offrendo agli atleti un drink piuttosto particolare: vodka alla vaniglia mescolata con Pepsi Max, definita ironicamente “una bevanda energetica di tutto rispetto”. Tra i “clienti” più affezionati c’è stato anche lo sciatore del Liechtenstein Micha Buechel, che non ha disdegnato qualche sosta durante la gara prima di chiudere al 69° posto.

Dopo questo episodio, Holmenkollen resterà uno dei templi dello sci di fondo mondiale, ma ogni tanto è giusto ricordarsi che lo sport, soprattutto quando incontra migliaia di tifosi festanti, può trasformarsi in qualcosa di decisamente imprevedibile.

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