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Biathlon , Interviste

Biathlon – Christiansen tra presente e futuro: “La forza mentale è la cosa più importante. Sogno di chiudere ai Mondiali di Holmenkollen”

credit: Dmytro Yevenko

Quinto posto nella sprint di Holmenkollen per Vetle Sjåstad Christiansen, che conferma l’ottimo stato di forma nel finale di stagione. Intervistato in Mixed Zone dall’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio, il norvegese conferma questo trend positivo che, come anche attestato da Sturla Holm Laegreid riguarda tutta la squadra e testimonia il lavoro di gruppo svolto dal collettivo scandinavo, soprattutto a livello mentale.

«Sicuramente stiamo bene mentalmente – sottolinea il biathleta di Geilo. Lavoriamo molto duramente alla fine della stagione, non ci prendiamo pause prima che l’ultima gara sia finita e penso che sia la cosa più importante, e quindi quando sei in forma mentalmente la tua forma fisica non sarà forse automaticamente la stessa, ma sarà di sicuro buona e ti aiuterà a restare fresco e a fare le cose giuste. Anche nei giorni di riposo si fa un po’ di allenamento e si cerca di fare il massimo ogni giorno. Quindi penso che questi risultati mostrino che siamo ancora in stagione.»

Il buon risultato di oggi sulla pista di casa, non può che portare il pensiero all’appuntamento del 2029 con i Mondiali che si terranno proprio a Holmenkollen e a cui il 33enne ha ambizione di partecipare. «Sì, il mio sogno è di essere ancora abbastanza ad un buon livello per far parte della squadra ogni anno fino al Mondiale perché in Norvegia non è facile, ma penso che ora il momento peggiore sia alle spalle in termini di squadra. Penso che la competizione sia stata difficile negli ultimi anni ma ora vada un po’ meglio. Non è comunque facile, e per stare tranquilli bisogna lavorare duramente ogni stagione e spero di essere al livello giusto per prendere parte ai Mondiali in casa. È il mio sogno chiudere qui la carriera.»

A proposito di saluti, questa settimana la squadra norvegese saluterà Siegfried Mazet, il suo storico allenatore di tiro. Argomento che lascia spazio all’emotività dell’atleta, che con il francese ha creato un legame che va oltre lo sport. «Non sono emozionato un po’, sono molto emozionato. Quindi è sicuro che piangerò ogni giorno in quest’ultima settimana. Ci sarà una sorpresa per lui e sono un tipo emotivo, so che non sarà facile. Oltre ad un allenatore, Siegfried è stato un amico per gli ultimi otto anni, quindi non è qualcosa che aspetto con ansia.»

Infine, uno sguardo alle possibili novità nel panorama norvegese, con il nome di Einar Hedegard accostato a un possibile ritorno al biathlon, dopo la vittoria di due medaglie d’oro e una di bronzo a Milano Cortina 2026 nel fondo ed essere entrato nella storia degli sci stretti con la vittoria dell’iconica 50km di Holmenkollen.

«So che ci sono state alcune discussioni su un eventuale ritorno al biathlon e so che il dirigenti federali dovrebbero contattarlo questa settimana o la prossima, vedremo. In Norvegia è sempre difficile conquistare un posto in squadra: abbiamo un campione mondiale della passata stagione che non sta gareggiando (Stroemsheim, ndr) e non so se riuscirà a far parte della squadra il prossimo anno, e potrebbe essere difficile far posto anche ad Hedegart, ma sarebbe divertente di sicuro. E poi potrebbe vincere il titolo mondiale sia nel fondo (Mondiali di Falun 2027) che nel biathlon, se volesse!»

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