Il ritorno in Coppa del Mondo per l’ultima tappa stagionale dopo la permanenza nel circuito cadetto di IBU Cup è stato più che positivo per Didier Bionaz che con una più che convincente prova al poligono è stato quest’oggi il migliore degli azzurri nella sprint di Holmenkollen, 22esimo davanti al compagno di squadra Lukas Hofer.
Il 26enne valdostano ha parlato della sua gara all’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio, in Mixed Zone al termine della gara: «È stato importantissimo. Oggi ho deciso di tuffarmi e di provarci. Avevo un bel feeling in azzeramento, ma già ieri nell’allenamento avevo sparato molto bene e speravo di riuscire a farlo anche oggi in gara. Ho dimostrato a me stesso e anche alle altre persone che sono capace di farlo, anche se penso che molti già lo sapessero, avevo bisogno di farlo vedere un po’ a me stesso. Oggi ero abbastanza tranquillo, non avevo grandi pressioni, non cercavo nessun tipo di risultato. Avevo solo voglia di gareggiare e fare del mio meglio e direi che è andata abbastanza bene. Ho avuto un atteggiamento molto positivo al poligono, che è quello che sto cercando da tutto l’anno, ne sono molto felice.».
Meno brillante invece la prestazione sugli sci; nulla a che vedere con il pettorale di partenza o una neve primaverile andata via via deteriorandosi ma un piccolo imprevisto fisico ha condizionato la gara dell’atleta del C.S. Esercito: «Ho avuto qualche problemino da ieri sera a stamattina, poi ho deciso lo stesso di fare la gara, ho avuto un po’ di problemi con lo stomaco. Niente di grave, però mi sentivo un po’ vuoto. Peccato, però alla fine penso che ho dato il 100%. Sicuramente so di poter fare meglio sugli sci, ma di quello ho già avuto un paio di riprove durante la stagione. La cosa più importante per me oggi era trovare un buon tiro e ce l’ho fatta, quindi sono estremamente contento».
A rendere ancora più speciale la giornata, la presenza sugli spalti di Dorothea Wierer, arrivata a sostenere gli ormai ex compagni di squadra nell’ultima tappa di stagione, che come da tradizione è anche un momento per festeggiare gli atleti che chiudono la carriera. Anche se mescolata tra la folla, Doro si è fatta sentire eccome con il suo tifo per il compagno di allenamenti, in particolare dopo la seconda serie, anche lei in piedi ad urlare felicissima per la prestazione di Dido.
«Se sapevo che era qui…anche se non ero sicuro che fosse a vedere la gara. Ieri l’avevo sentita e le avevo detto “cavolo non vieni nemmeno a salutarmi ora che sei qui ad Oslo”. Poi mi ha chiamato dicendo che non era riuscita a venire. Sono contento che abbia esultato così perché mi diceva sempre: “Dido, sei capace, smettila di pensare troppo, fai le cose e basta”. Alla fine aveva ragione».
Un rapporto speciale, destinato a mancare nel quotidiano della squadra ora che l’altoatesina ha appeso sci e carabina al chiodo. «Sono contento che ci sia anche lei qui anche perché non ho potuto salutarla al suo addio e avevo piacere di salutarla qui. Ci pensavo un giorno e dicevo “cavolo sarà strano senza la Doro il prossimo anno, senza sentire la Doro e le cose che diceva sempre”. Ci divertivamo un sacco con lei, poi con lei avevamo anche un rapporto speciale e io siamo sempre andati molto d’accordo e sicuramente ci mancherà tanto a tutti. Però sicuramente il prossimo anno qualche allenamento con noi lo farà, non resistera!»

