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Biathlon – Mirco Romanin lascia la nazionale femminile: “Ho scelto di dare priorità alla famiglia. Porterò sempre nel cuore la loro emozione quando l’ho comunicato”

Foto credits: Fondo Italia

«È stato un momento molto intenso». Giovedì scorso, oltre a Jonne Kähkönen, nella riunione di squadra, anche Mirco Romanin ha annunciato il suo addio al team femminile, che ha guidato per cinque anni. Alla vigilia dell’inseguimento femminile, tra la nebbia che pian piano sembra diradarsi allo stadio di Holmenkollen, prima di recarsi in pista a sciare, l’allenatore azzurro ci ha incontrato per darci la notizia della sua scelta.

Una decisione legata a motivi puramente familiari. Diventato papà un anno fa, l’allenatore azzurro ha scelto di essere più presente a casa, cosa impossibile per un allenatore di Coppa del Mondo che tra raduni estivi, ma soprattutto il periodo di competizione invernale, è impegnato in mille viaggi.

«Questi saranno i miei ultimi giorni in Coppa del Mondo – ha detto Mirco Romanin a Fondo Italia – almeno in questa fase, poi non si potrà mai dire in futuro. Provo un mix di emozioni. Da una parte sono contento, perché è stata una mia richiesta, in quanto la mia priorità in questo momento è la famiglia. Nell’ultimo periodo, assieme alla mia compagna abbiamo visto che sarebbe stato meglio accorciare un po’ il mio impegno da allenatore, che mi porta a stare tanti giorni fuori. L’ho proposto al dt Klaus Höllrigl e lui ha accettato ben volentieri».

Romanin non chiude però le porte al mondo FISI del biathlon. «Ho dato la mia disponibilità ad andare comunque avanti a lavorare con la Federazione, ma con meno impegno. Nel prossimo periodo si vedrà se mi verrà affidato un nuovo ruolo e quale sarà».

Dall’altra parte ovviamente c’è stata anche tanta tristezza nel dover salutare un gruppo al quale era molto legato: «È stato un momento molto intenso, negli ultimi otto anni con alcune di loro ho passato più tempo che con la mia famiglia. Per me era una seconda famiglia. Come hanno reagito? Alcune lo avevano già intuito, altre meno. È stato un po’ un colpo per tutte, si è vista tanta emozione in quel momento. Lo porterò nel cuore, un momento triste che mi ha fatto capire che comunque qualcosa ho lasciato. Al di là dell’aspetto professionale c’era un bellissimo rapporto umano, che non è scontato. Con alcune di loro avevo già lavorato nel settore giovanile, credo che Rebecca Passler abbia fatto con me otto anni consecutivi».

Un addio arrivato assieme a quello di Jonne Kähkönen: «Jonne è stato un grande professionista. Prima, non lo conoscevo, quindi quando era arrivato c’era un punto di domanda, ma si è rivelato fin da subito un grande tecnico e soprattutto una grande persona. Con lui ho passato dei bei momenti di vita, anche nel tempo libero. Ci siamo divertiti. Tra un mese andrò a trovarlo in Lapponia e passeremo una settimana con le nostre famiglie per chiudere in bellezza questo cerchio di quattro anni. Sono convinto che si toglierà altre grandi soddisfazioni nel suo futuro professionale».

Nei prossimi giorni pubblicheremo l’intervista completa all’allenatore azzurro.

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