A Holmenkollen, teatro dell’ultima tappa di Coppa del Mondo che ha chiuso la stagione internazionale del biathlon, non è mancata Dorothea Wierer. L’azzurra che ha chiuso la sua carriera con la Mass Start dei Giochi Olimpici di Anterselva non ha voluto perdere la festa di fine stagione nella capitale norvegese. Alla fine, al momento delle premiazioni, anche per lei c’è stato un momento per essere protagonista: l’altoatesina ha infatti aggiunto un’ulteriore nota – forse la più simpatica – al suo palmarès.
L’azzurra ha infatti ritirato il pettorale d’argento, simbolo dei migliori atleti over 33 del circuito, confermandosi per il secondo anno consecutivo “leader” di questa speciale classifica. Un risultato che assume un valore ancora più speciale per quanto fatto questo inverno se si considera che non ha più gareggiato nel massimo circuito dopo le gare di Nove Mesto e, senza più entrare in pista, è riuscita comunque a conservare il “primato” fino al termine della stagione. Paulina Bátovská Fialková avrebbe potuto strapparle questo “onore”, ma la slovacca, che ha gareggiato oggi l’ultima gara della carriera, non è però riuscita a colmare il gap, lasciando così all’italiana questo singolare riconoscimento.
Il cosiddetto “silver bib”, lo ricordiamo, non è un premio ufficiale assegnato dall’IBU, ma un riconoscimento goliardico nato direttamente tra gli atleti del circuito. Con il tempo, però, il pettorale argentato – rigorosamente sferruzzato a maglia – è diventato una tradizione sempre più sentita, fino a trasformarsi in un momento fisso, seppur informale, del protocollo di fine stagione.
E con la complicità di Vetle Sjaastad Christiansen, vincitore tra gli uomini, Wierer è salita per l’ultima volta sul podio di Coppa del Mondo, tra sorrisi, ironia e spirito di gruppo, inscenando un piccolo siparietto con norvegese in cui hanno messo in mostra “gli acciacchi” dell’età. L’azzurra, anche da “pensionata” si conferma ancora una delle figure simbolo della disciplina, prendendosi gli applausi del pubblico della capitale norvegese e, di sicuro, anche di quello a casa.

