Tra i tanti tifosi francesi presenti, al punto da essere probabilmente i più numerosi sugli spalti, vi era anche un gruppo tutto per lui: Quentin Fillon Maillet. L’olimpionico francese a 33 anni è stato protagonista di un’altra stagione di alto livello. Qualche errore di troppo al tiro non gli ha consentito di avere una maggiore continuità, ma alle Olimpiadi è stato di nuovo protagonista, vincendo tre medaglie d’oro (sprint, staffetta mista e staffetta maschile) diventando anche l’atleta francese più medagliato di sempre alle Olimpiadi sia invernali che estive.
Con la solita gentilezza, Fillon Maillet si è fermato a parlare con Fondo Italia in mixed zone al termine della Coppa del Mondo. Parlandoci è evidente la sua grande passione per il biathlon, che va oltre la carta d’identità. Sport che però non è più al primo posto, lì c’è la famiglia.
Quanti tifosi che hai qui.
«Si c’è mia moglie e la mia famiglia, poi sono presenti anche tanti amici. Inoltre come sempre ci sono tantissimi francesi. Ogni volta siamo sorpresi di quanti tifosi vengano ovunque a supportarci. È davvero bello e positivo, perché riusciamo sempre a sentirci a casa. Sentiamo aria di Francia anche in Norvegia».
Sei stato grande protagonista alle Olimpiadi, diventando il recordman di medaglie olimpiche della Francia. Felice della tua stagione?
«Ho raggiunto il mio obiettivo stagionale, grazie agli ottimi risultati ottenuti alle Olimpiadi ad Anterselva. L’oro nella sprint è stato un momento fantastico. In generale, però, non sono contento di quanto ho fatto al tiro in questa stagione. Ho dimostrato di avere ancora il livello sugli sci necessario per lottare sempre per il vertice, ma come si è visto anche qui ad Oslo, commetto troppi errori. Sono arrabbiato per questo. Alla fine, però, ho vinto quattro medaglie olimpiche ed è stato fantastico, non potevo chiedere di più».
Nel 2030 la Francia ospiterà le Olimpiadi. Allora avrai 37 anni. Hai già deciso cosa farai? Magari una chiusura di carriera stile Wierer?
«Se avrò le giuste sensazioni e sentirò le motivazioni di proseguire altri quattro anni, lo farò. Ma dovrò gestirmi bene, perché sto invecchiando, soprattutto se ragioniamo da qui a quattro anni. Inoltre devo anche gestire il mio tempo con la famiglia e nello stesso tempo allenarmi al meglio. Insomma questa è la mia prossima sfida, insieme ai miglioramenti al tiro. Mi piace la mia vita, mi piace il mio lavoro e competere al massimo livello nel biathlon».
A quattro anni dalla sua vittoria, la sfera di cristallo torna in Francia grazie a Perrot.
«Sono tanto contento per lui. Ha mostrato un grande livello per tutta la stagione, è stato tanto forte sia al tiro che mentalmente. Ha mostrato a tutti che è uno dei migliori atleti al mondo, anzi il migliore in questa stagione. Alla fine l’Olimpiade è la gara di un giorno, ma per vincere la Coppa del mondo significa non aver solo colto un’occasione ma mostrare il proprio talento per una stagione intera».
Siegfried Mazet sarà il nuovo allenatore della Francia. Cosa ne pensa?
«Una cosa molto positiva per noi. Ho lavorato con lui più di dieci anni fa ed era stato molto bello. Ci ero rimasto male quando aveva lasciato la Francia per lavorare con la Norvegia, anche perché li ha aiutati molto a migliorare».

