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VIDEO, Il DT del settore giovanile Paolo Rivero: “Non sono preoccupato per il futuro dello sci di fondo italiano”

Foto Credits: Fondo Italia

Con la stagione invernale che si avvia alla conclusione, è tempo di bilanci anche per il settore giovanile dello sci di fondo italiano. A tracciare un quadro degli ultimi tre anni è Paolo Rivero, che dal 2023 è direttore tecnico proprio dell’ambito giovanile: un’area che, numeri alla mano, permette di guardare al futuro del fondo made in Italy con fiducia.

Nonostante un avvio “in corsa”, il progetto impostato insieme allo staff tecnico ha prodotto risultati concreti, sia sul piano agonistico che su quello organizzativo. La priorità era chiara fin dall’inizio: costruire un sistema capace di formare atleti pronti al salto nel mondo senior. Un obiettivo che oggi sembra più vicino, grazie a un gruppo di giovani che sta progressivamente maturando le competenze necessarie per competere ad alto livello.

“Sono contento di questi tre anni” ha affermato il DT azzurro ai microfoni di Katja Colturi perFondo Italia, che l’ha incontrato in occasioni delle finali di FESA Cup in quel di Santa Caterina Valfurva “di progetto del settore giovanile che abbiamo portato avanti, con ruoli chiari e obiettivi definiti già da subito nello staff e condividendo fin da subito con i comitati sia obiettivi che metodologia di lavoro. Penso che in generale sia stato un percorso positivo dal punto di vista agonistico per quello che siamo riusciti a fare con gli atleti, dando loro le competenze che servono per affrontare poi l’ambito senior.”

I risultati parlano di un vivaio vivo e competitivo: negli ultimi tre anni sono arrivate medaglie individuali di otto atleti diversi ai Mondiali junior, testimonianza di una base ampia a cui si aggiungono i risultati nelle prove a squadre, ulteriore indicatore della qualità complessiva del movimento.

In questo percorso è stata fondamentale la collaborazione con comitati regionali e sci club, considerati anelli imprescindibili della catena e protagonisti di un lavoro condiviso che ha permesso di uniformare metodologie e obiettivi, pur in un contesto non privo di difficoltà, in primis quelle legate ai cambiamenti climatici con cui molte realtà storiche della disciplina si confrontano anno dopo anno mettendo talvolta in ginocchio la pratica sportiva.

Lo sguardo, ora, è rivolto al futuro. Con la consapevolezza che lo sci di fondo richiede tempo, pazienza e continuità, ma anche con la certezza di avere una base solida da cui partire per continuare il lavoro di formazione e crescita delle nuove leve del fondo italiano.

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