Una giornata dolceamara ai Campionati Italiani a Saint Barthelemy oggi, il finale di una generazione che ha condiviso tanto, tra allenamenti e trasferte, e che ora si ferma quasi tutta insieme.
Per Giandomenico Salvadori, tra i tanti che salutano oggi lo sci di fondo, c’è la soddisfazione e la consapevolezza di che ha chiuso un cerchio lungo quindici anni dando tutto, fino all’ultimo metro. Come oggi, quando ha lottato assieme a Davide Graz per il titolo italiano.
“Ce la siamo giocata fino agli ultimi metri, poi sapevo che lui era più veloce e anche molto in forma, come abbiamo visto anche la settimana scorsa, quindi sapevo che sarebbe stata dura batterlo – ha detto l’atleta delle Fiamme Gialle all’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio – poi gli ultimi chilometri sono cominciati poi i crampi, quindi ho dovuto tirare un po’ indietro, però sull’ultima salita siamo comunque riusciti a staccare Ventura, sono molto soddisfatto, Chiudo in bellezza, certo il titolo sarebbe stato la cirigina sulla torta, ma sono comunque soddisfatto.”
Una carriera che si conclude qui, dopo 15 anni: Salvadori non nasconde l’emozione, ma guarda al percorso complessivo.
“Sicuramente una carriera lunga e devo ringraziare le Fiamme Gialle per questo, ho sempre cercato di dare il massimo, sono arrivati sicuramente di buoni risultati, magari si poteva fare di più, però sono molto soddisfatto, mi sono sempre divertito, arrivare a quasi 34 anni e riesco a divertirmi ancora, questo è fondamentale.”
Il divertimento e l’amicizia sono un po’ il filo conduttore di queste giornate valdostane che stanno regalando ad un gruppo di amici, prima ancora che di atleti, il degno finale di carriera, celebrato insieme nella stessa maniera in cui hanno trascorso tutti questi anni.
“Con Chicco (Pellegrino) e Didi (Noeckler) ho passato gran parte della mia carriera in squadra, quindi conosco molto bene, sono stati due ottimi compagni di squadra, ho sempre preso spunto, quindi complimenti sicuramente anche a loro per la loro carriera.”
Per il futuro, ci dice il fondista di Feltre, la speranza è quella di rimanere “nel movimento per un po’, poi vedremo, cercherò di aiutare i giovani da qualche consiglio”.

