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VIDEO, Sci di fondo – Martino Carollo racconta il percorso verso il bronzo olimpico: “Quattro anni fa ero in un altro mondo”

Medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi di Milano Cortina, Martino Carollo è salito sul podio a cinque cerchi non per caso, ma di certo senza attendere questo evento per un intero quadriennio, come invece capita a molti atleti. Negli ultimi quattro anni, il cuneese delle Fiamme Oro è stato protagonista di una crescita rapida e consapevole alla dimensione junior alla competitività ai massimi livelli, che lo ha portato fino ai primi, importantissimi traguardi della sua giovane carriera: non solo il bronzo nella staffetta olimpica, ma anche il bel risultato nella mitica 50km di Holmenkollen.

Ed è proprio questo il punto di partenza della videointervista, realizzata dall’inviato Giorgio Capodaglio in occasione del Gran Finale di Federico Pellegrino in quel di Saint Barthelemy: dal racconto del 22 emerge un percorso accompagnato sempre dalla pazienza e da un’importante rete di supporto, accelerata solo negli ultimi due anni e concretizzata nell’appuntamento più importante.

A sintetizzare tutto il percorso di Carollo è una frase che racconta meglio di ogni altra il salto compiuto: «Quattro anni fa ero ancora junior, ero ancora piccolo e lottavo per farsi sì che quello dell’atleta di sci di fondo diventasse il mio lavoro. Ero ancora in un altro mondo».

Tra i temi centrali affrontati, anche la crescita tecnica, con la capacità di essere competitivo su tutte le distanze, qualità ormai imprescindibile per il fondista moderno come dimostra Klaebo, e la nuova consapevolezza maturata dopo l’esperienza olimpica. Uno sviluppo che apre prospettive ambiziose già a partire dalla prossima stagione, con uno sguardo attento anche agli appuntamenti più iconici del calendario, come il Mondiale di Falun.

Spazio infine all’eredità lasciata da Federico Pellegrino, da cui Carollo prende spunto per il modo in cui è stato capace, nella sua carriera, di cogliere fino alla fine, le opportunità che si sono presentate, e al futuro dello sci di fondo, tra nuove sfide e necessità di rinnovamento che un appassionato come lui – prima ancora che atleta – sa cogliere in pieno.

Di seguito, l’intervista completa:

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