Il responsabile e tecnico della squadra maschile di IBU Cup, Riccardo Romani, traccia un bilancio molto positivo della stagione appena conclusa quando Fondo Italia lo incontra in Val Martello, in uno scenario ancora invernale, in occasione dei Campionati Italiani di biathlon che si sono svolti lo scorso weekend.
“Diciamo che la stagione come gruppo di IBU Cup è stata positiva” ha esordito il tecnico azzurro “ci riteniamo soddisfatti, con i maschi siamo riusciti a chiudere in quarta posizione come classifica per nazioni mentre con le ragazze in quinta posizione, che comunque è importante anche per avere 6 pettorali in entrambi i sessi il prossimo anno.”
Non sono mancate le note positive per i singoli atleti: “Note molto positive, con miglioramenti tangibili: Cristoph (Pircher, ndr) che ha esordito in Coppa del Mondo facendo punti, vincendo la sua prima gara di IBU Cup e sappiamo quanto è alto il livello maschile, quindi sicuramente un passo in avanti e poi abbiamo avuto delle prestazioni positive anche di Compagnoni per esempio, di Fabiana Cappella e Linda Zingerle, che sono riuscite a confermarsi attorno a posizioni abbastanza buone che ti permettono di poter entrare in posizioni ancora più importanti nel caso in cui ci fosse la giornata storta di qualche atleta di punta. Quando gli atleti in IBU Cup hanno un livello da primi 10-15 significa poi avere anche la potenzialità di fare qualche flower ceremony, quindi di entrare nei primi 6.”
In contesto come quello del biathlon azzurro, dove nell’ultima stagione ci sono stati diversi ritiri – quello di Wierer sicuramente il più importante – è fondamentale avere delle giovani leve pronte a subentrare in vista del quadriennio che conduce verso le Olimpiadi 2030.
“Certo, questi ritiri devono essere un’ulteriore spinta motivazionale per i nostri giovani ed è quello anche su cui bisognerà lavorare, c’è proprio la forte motivazione e la voglia di arrivare, perché il biathlon è veramente a un livello molto alto, bisogna essere al 200% in ogni campo sia fisico che mentale, quindi l’approccio diventa fondamentale”. Un livello che si è alzato in tutte le categorie: basti pensare a come, fino a qualche anno fa un passaggio in IBU Cup per gli atleti era visto come una sorta di retrocessione, mentre oggi il circuito cadetto ha assunto sempre di più una propria dignità. “Si è visto più volte che chi vince le gare IBU Cup, poi magari il weekend successivo può entrare anche nei 10-15 in Coppa del Mondo per cui è un sintomo che il livello è veramente molto alto.”
Per il futuro, all’inizio del nuovo ciclo olimpico, è ancora tutto da vedere: “Per il futuro non sappiamo ancora nulla, in questi giorni avremo un meeting con il nostro direttore tecnico Klaus (Hoellrigl) e da lì in poi sapremo forse qualcosina in più per il prossimo quadriennio.”

