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Sci di fondo

Dal Pozzo traccia il futuro dello sci di fondo italiano dopo l’addio di Pellegrino: “La base c’è, bisogna saperla coltivare”

Si guarda attorno felice Carlo Dal Pozzo, Consigliere della FISI e Presidente della Commissione Sci di Fondo, mentre vede tanti giovani fondisti presenti a Saint-Barthélemy in occasione dei Campionati Italiani che hanno chiuso la carriera di Federico Pellegrino. Questa grande partecipazione fa capire che lo sci di fondo ha ancora tanti appassionati, anche tra le nuove generazioni. Il bellissimo evento “Gran Finale”, organizzato dalla stella azzurra per il suo addio, ne è stato la dimostrazione.

Dal Pozzo è soddisfatto per come si è chiuso questo quadriennio, che ha visto la nazionale italiana vincere due medaglie di squadra alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il dirigente azzurro, originario di Asiago, riconosce a Federico Pellegrino il grande merito di aver conseguito la vittoria di due bronzi olimpici. «Come Federazione riteniamo di aver svolto un bel lavoro – ha detto Dal Pozzo a Fondo Italia – personalmente ne vado fiero! Sono qui non solo per rappresentare la FISI, ma anche per ringraziare Federico Pellegrino per aver dato lustro a tutto il movimento del fondo italiano. Lo ritengo un grande atleta, un personaggio prestigioso che ben rappresenta la nostra federazione nel mondo degli sci “stretti”. In questo quadriennio Pellegrino ha contribuito alla crescita di ragazzi come Graz, Barp e Carollo, con i quali è salito sul podio. Anche nel mondo femminile si iniziano a vedere miglioramenti».

Dal Pozzo quindi aggiunge: «È molto significativo che assieme a Pellegrino siano saliti sul podio tre atleti nati dal 2000 in poi. Sicuramente quest’anno c’è stata una crescita esponenziale da parte di questi tre ragazzi, ma anche nelle altre categorie abbiamo ottenuto degli ottimi risultati. Sono convinto che l’esempio di questi tre giovani possa essere da faro nella crescita di nuove leve».

Anche perché il settore giovanile azzurro si è dimostrato molto competitivo nelle ultime stagioni e gli atleti su cui puntare ci sono. «In questi anni abbiamo raccolto bei risultati proprio con i giovani – commenta Dal Pozzo – grazie al lavoro del direttore tecnico del settore giovanile Paolo Rivero e agli allenatori Betta e Corradini. Trovo doveroso ringraziare anche Renato Pasini e Fulvio Scola per il lavoro svolto con le squadre Milano-Cortina. Ritengo si sia lavorato nel modo giusto, partendo dalla squadra Junior per poi passare al gruppo intermedio Milano-Cortina e infine alla squadra di Coppa del Mondo. La vera forza è stata l’unione e la collaborazione. Ringrazio quindi tutti i tecnici, gli skimen, i preparatori atletici della Federazione, dalla Squadra A fino agli allenatori dei Comitati Regionali, sempre disponibili alla causa azzurra, tutti hanno contribuito a questi successi sia con i giovani che nell’alto livello.».

Un commento positivo da parte di Dal Pozzo anche in merito al lavoro svolto da Markus Cramer in questi quattro anni azzurri: «Cramer ha portato sicuramente delle novità, facendo crescere l’ambiente. Stiamo parlando di un grande tecnico, grazie al quale siamo arrivati ad alti livelli».

Il dirigente FISI è tornato poi parlare delle numerose presenze a Saint-Barthélemy: «Questa affluenza è un bel segnale, così come i 320 iscritti ai Campionati Italiani Ragazzi a Passo Cereda. La base c’è, bisogna saperla coltivare per portare più atleti possibile all’alto livello».

 A proposito di futuro, che Italia immagina Dal Pozzo per il post Pellegrino? Nel 2030 in Francia sarà possibile vedere ancora gli azzurri sul podio? «Siamo arrivati alle Olimpiadi di Milano Cortina con un obiettivo chiaro, che abbiamo ampiamente raggiunto. Sono convinto, ma lo è anche il Presidente Flavio Roda, che nel 2030, sapendo far crescere gli atleti che stanno emergendo, ci toglieremo grandi soddisfazioni». 

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