La Russia è tornata alle gare di Coppa del Mondo nella stagione appena trascorsa; no, non come la superpotenza in grado di rivaleggiare con gli scandinavi, ma col contagocce, grazie all’apertura agli atleti cosiddetti “neutrali”, e potendo contare solo su un paio di atleti e di tecnici a loro supporto.
In queste circostanze, dopo quasi 4 anni di estremissione dal circuito internazionale, gli sciatori e lo staff hanno dovuto ricostruire da zero la loro esperienza, non solo nel confronto con gli atleti ma anche in rapporto ai materiali a disposizione.
A raccontare questa esperienza è Savelii Korostelev, che in un’intervista alla rete televisiva russa Match TV, spiega il percorso dalle prime gare di dicembre fino alla fine della stagione, e a come siano passati dall’essere molto indietro rispetto ai norvegesi all’inizio, ma lottando per il vertice della classifica a fine stagione, arrivando ad un passo dalla medaglia alle Olimpiadi di Milano/Cortina e centrando il primo podio in quel di Lahti.
“I norvegesi hanno trovato varianti di lubrificazione che funzionano molto bene in condizioni meteorologiche difficili, e nessuno può competere con loro” spiega, notando come i russi abbiano perso terreno nella preparazione degli sci essendo rimasti a gareggiare “in casa” negli ultimi anni. Ad ogni modo, il 22enne è grato del supporto durante le gare di Coppa del Mondo e delle Olimpiadi. “Il nostro team addetto alla sciolinatura ha imparato moltissimo in questa stagione. Hanno profuso uno sforzo enorme, sono dei veri duri. Un sentito ringraziamento a loro.”
E verso la fine della stagione, questi sforzi hanno raccolto i primi frutti: “A Falun, i nostri sci erano migliori di quelli dei norvegesi.”

