Nel fondo norvegese emerge un nome sempre più centrale, ma ancora lontano dai riflettori: Emil Hosoey. L’allenatore del Team Anlegg Oest è diventato uno dei tecnici più ambiti del momento dopo una stagione straordinaria, tanto da attirare l’interesse della nazionale. Eppure, la sua risposta è sorprendente: restare dov’è.
Il Team Anlegg Oest, realtà privata con base a Lillehammer, ha firmato risultati eccezionali:
- tutti e sei gli atleti al via in Coppa del Mondo;
- 31 partenze individuali complessive;
- quattro piazzamenti tra i primi cinque;
- cinque vittorie e sette podi con Einar Hedegart e Karoline Simpson-Larsen;
- medaglie olimpiche e nazionali;
Numeri che hanno impressionato anche gli addetti ai lavori. “È sensazionale quello che hanno fatto. Non ricordo una squadra privata con risultati simili”, ha commentato l’esperto NRK Fredrik Aukland.
Alla base del successo c’è un approccio diretto e altamente personalizzato. “È presente praticamente a ogni allenamento e adatta il lavoro a ciascun atleta”, ha spiegato Karoline Groetting.
Un metodo che combina lavoro di squadra e attenzione individuale, costruendo un equilibrio raro nel fondo moderno. Nonostante i risultati, Hosoey resta una figura discreta, lontana dai media e dai riflettori.
Il suo nome è ormai sulla lista di tutte le squadre, a partire dalla nazionale norvegese. “Dovrebbe essere rilevante per qualsiasi squadra nazionale”, ha dichiarato Einar Hedegart. Eppure, la risposta dell’allenatore è stata netta: “Rimango all’Anlegg Oest. Sono soddisfatto del lavoro che stiamo facendo e ne sono orgoglioso”.
Una scelta controcorrente, che mette al centro il progetto e la qualità del lavoro quotidiano. La decisione di Hosoey crea però un problema per i suoi atleti. Le prestazioni della stagione rendono naturale il passaggio di molti di loro nella nazionale élite, ma questo significherebbe separarsi dal proprio allenatore.
“Dipendo da Emil, sarà una scelta difficile”, ha ammesso Groetting. Anche Simpson-Larsen ha lasciato intendere dubbi sull’eventuale ingresso in nazionale, segno di quanto il legame con Hosoey sia determinante.
Il caso Hosoey apre una riflessione più ampia sul sistema del fondo norvegese. “Se gli atleti non sono sicuri che la nazionale sia la scelta migliore, il modello stesso viene messo in discussione”, ha sottolineato Aukland.
Dalla federazione arriva comunque apertura: “Dobbiamo capire cosa fa Hosoey per ottenere questi risultati”, ha dichiarato il team manager Per Elias Kalfoss.
Per ora, Hosoey resta al suo posto. Ma il suo nome continuerà a circolare, tra offerte e tentativi di convincerlo. Nel frattempo, il suo lavoro continua nell’ombra. Con risultati che parlano da soli.

