L’arrivo di Siegfried Mazet nello staff della nazionale francese continua a far discutere… in positivo. A esprimere grande entusiasmo è stato l’ex campione olimpico Michael Roesch, che, in un’intervista a Eurosport Gemania ha paragonato il tecnico francese a uno dei più grandi allenatori del calcio: “È un po’ come il Pep Guardiola del biathlon”.
Mazet tornerà a lavorare con la squadra francese a partire dalla prossima stagione, dopo una lunga esperienza con la nazionale norvegese. Il suo ruolo non è ancora stato definito nei dettagli, ma è certo che sarà una figura centrale nella preparazione, soprattutto nel tiro.
Roesch ha sottolineato le qualità tecniche e comunicative del francese: “Mi piace osservarlo durante gli allenamenti. Il modo in cui comunica con gli atleti, anche solo con i gesti e le espressioni, è incredibile”.
Secondo l’ex biathleta, Mazet unisce autorevolezza e competenza, riuscendo a incidere profondamente sul rendimento degli atleti. La carriera di Mazet è legata ad alcuni dei più grandi successi del biathlon moderno.
Sotto la sua guida, Martin Fourcade ha dominato il circuito mondiale, mentre successivamente ha contribuito alla crescita del norvegese Johannes Thingnes Boe.
“Ovunque vada, migliora non solo i singoli atleti, ma l’intera squadra”, ha sottolineato Roesch. Uno degli aspetti più apprezzati del lavoro di Mazet è la capacità di adattarsi alle esigenze individuali. “Sa leggere gli atleti. Capisce chi ha bisogno di disciplina e chi invece di libertà”.
Un esempio emblematico riguarda proprio Boe, con cui il rapporto si è evoluto nel tempo fino a diventare estremamente efficace.
Il ritorno di Mazet rappresenta quindi un importante rinforzo per la nazionale francese, in una fase di rinnovamento tecnico. Le aspettative sono alte: la sua esperienza e il suo metodo potrebbero essere decisivi per riportare la squadra ai vertici.
Con l’arrivo di Mazet, la Francia si prepara ad aprire un nuovo ciclo, puntando su uno degli allenatori più influenti del panorama internazionale. E se il paragone con Guardiola può sembrare forte, i risultati ottenuti finora sembrano dargli ragione.

