Il Comitato FISI Alpi Centrali può chiudere una stagione da ricordare grazie alle prestazioni fornite da Daniel Pedranzini e Federico Pozzi ai Mondiali Juniores di sci di fondo. I due valtellinesi hanno trascinato l’intero movimento che ha potuto chiudere l’annata con il bronzo in staffetta ai Campionati Italiani, ma soprattutto con il titolo nazionale nella classifica dedicata ai Comitati a dimostrazione della grande crescita compiuta dal gruppo guidato da Corrado Vanini. Il tecnico bergamasco non si accontenta e guarda già al futuro complice l’ingresso in squadra di nuovi talenti.
Qual è il bilancio della stagione per il Comitato FISI Alpi Centrali?
A inizio stagione in genere pongo degli obiettivi così da permettere ai ragazzi di arrivare in forma per quelle occasioni. Per quest’anno mi ero prefissato di far bene ai Campionati Italiani a Lama Mocogno e Falcade così come sugli Assoluti di Saint Barthelemy e posso dire che sono abbastanza soddisfatto. Da uno a dieci, possiamo darci un nove perché mancava ancora qualcosina, visto in alcuni momenti che sono mancati anche due o tre ragazzi per problemi di salute. Purtroppo Federico Pozzi si è ammalato sia nel primo che nell’ultimo caso non partecipando alla rassegna e non permettendoci probabilmente di conquistare l’oro nella staffetta dove però siamo riusciti a centrare il bronzo. A livello individuale siamo andati benissimo e inoltre siamo riusciti a vincere la classifica dedicata ai Comitati dopo essercela giocata con Veneto e Trentino come ogni anno.
Si sarebbe aspettato di vedere Federico Pozzi e Daniel Pedranzini sul podio ai Mondiali Juniores?
La nazionale junior maschile vede la presenza di tre atleti (Federico Pozzi, Daniel Pedranzini e Niccolò Bianchi, NdR) su sei, quindi sapevo che loro puntavano sui Mondiali. Mi sarei aspettato alla vigilia una medaglia per entrambi visto che avevano le capacità per conquistarla, però quando vai ai Mondiali incontri gli scandinavi e gli americani, quindi diventa tutto più difficile. Loro sono andati fortissimo e sono contento che Federico abbia conquistato il bronzo nella sprint e Daniel l’argento nella 10 chilometri oltre al bronzo nella staffetta mista. Lo hanno nel DNA possedendo un motore molto potente, come già notato durante i test a Rovereto, ma poi nello sci conta un po’ la fortuna, per cui potevo pensare che potessero giocarsi la medaglia.
Ci sono altri atleti che possono emergere in futuro dal Comitato?
E’ difficile perché questa è un’età critica. Molti sono già sviluppati, altri invece devono ancora crescere, per questo molti magari il primo anno faticano, mentre al secondo emergono improvvisamente. Il prossimo anno Pozzi passerà fra gli Under 23, mentre Pedranzini avrà ancora un anno con noi. Sono in arrivo però anche diversi ragazzi forti nati nel 2010 come Federico Castelletti che ho già visto a Saint Barthelemy e che è già fisicamente pronto, così come Riccardo Zenoni che ha ancora un po’ di margine a livello di tecnica, ma è meglio perché può crescere ancora. Insieme a loro c’è anche Zaccaria Bracchi che è un 2011, mentre al femminile abbiamo un pochino più di difficoltà a trovare talenti, ma va segnalato per esempio il caso di Irene Nicoli che ha chiuso già terza nella classifica di Coppa Italia.
Avete già pensato a una bozza di calendario per il prossimo anno?
Abbiamo più che altro pensato alla preparazione, visto che vorrei già fare un raduno a giugno dopo le scuole per permettere alle new-entry di conoscere il gruppo e creare un amalgama potente fra i ragazzi perché quando crei il gruppo, i ragazzi puoi convocarli e loro verranno con piacere ad affrontare i vari allenamenti. Aggiungo sì qualche test cronometrato per stimolarli, ma l’obiettivo in estate è di permettere ai ragazzi di confrontarsi tra loro e fare gruppo. Il mio obiettivo sarebbe quello di fare una settimana di ritiro al mese fra giugno e ottobre prima di svolgere i canonici quindici giorni in occasione dello SnowFarm a novembre sulla neve a Livigno o Riale oppure a Santa Caterina Valfurva.

