A pochi istanti dall’annuncio della Federazione norvegese di biathlon del nuovo staff tecnico per le squadre élite, chiamato a guidare la Norvegia verso i Mondiali casalinghi del 2029 a Holmenkollen e i Giochi Olimpici 2030, sono arrivate le prime reazioni da parte degli atleti che lavoreranno fianco a fianco con i nuovi allenatori.
Tra i primi a esporsi è Vetle Sjåstad Christiansen, che interpellato da NRK accoglie con convinzione il passaggio di Patrick Oberegger alla guida degli uomini, affiancato da Anders Oeverby: «Penso che sia un duo incredibile che si completa molto bene. Patrick ha esperienza e cura la parte del tiro, mentre Anders porta freschezza e grande spinta fisica. Credo davvero che possa diventare una combinazione eccellente».
Le parole del biathleta di Geilo raccontano non solo fiducia, ma anche un ruolo attivo degli atleti nella scelta: gli stessi leader della squadra maschile, infatti, hanno spinto affinché Oberegger restasse in Norvegia e raccogliesse l’eredità di Siegfried Mazet, che ha scelto di rientrare in Francia.
«Posso dire che abbiamo insistito molto perché Patrick restasse in Norvegia quando abbiamo capito che stava valutando altre opportunità», spiega Christiansen, che prosegue: «In un certo senso si sentiva soddisfatto del lavoro fatto con le ragazze. A quel punto abbiamo preso posizione e ci siamo detti molto, molto interessati a che fosse lui a prendere il posto di Siegfried».
Nel gruppo maschile, nonostante l’appoggio al nuovo corso, resta una vena di malinconia e di incertezza. Johannes Dale-Skjevdal descrive bene questo equilibrio: «Viaggiamo tantissimo insieme durante l’anno, e finiamo per volerci bene in modo particolare. È malinconico e strano, ma anche stimolante. Sono cambiamenti molto grandi in poco tempo. È entusiasmante, ma i cambiamenti fanno sempre un po’ paura. Possono risultare scomodi, soprattutto quando sono così tanti. Dobbiamo semplicemente accoglierli a braccia aperte» ha detto a NRK.
Comprensibilmente, nel settore femminile emergono tutte le sfumature emotive di una transizione così radicale. Ingrid Landmark Tandrevold non nasconde la difficoltà del momento: «Ci sono tante persone a cui voglio davvero molto bene che non continueranno. Ho condiviso gran parte della mia vita con loro. È qualcosa di molto commovente», ha spiegato la norvegese, non nascondendo le lacrime ai microfoni dell’emittente norvegese.
L’uscita di figure storiche come Egil Kristiansen e Sverre Huber Kaas, insieme allo stesso Mazet e all’ex direttore sportivo Per Arne Botnan, segna la fine di un ciclo che aveva costruito gran parte dei successi recenti. L’arrivo di Sverre Olsbu Røiseland insieme a Marthe Kristoffersen alla guida delle donne rappresenta una nuova fase, che comunque accoglie positivamente: «Do il benvenuto ai nuovi allenatori. Credo che andrà molto bene. È andata molto bene finora e andrà molto bene anche in futuro, ne sono sicura. Però è stato comunque un momento diverso, particolare».

