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Biathlon – Jacques Jefferies svela la verità: “Il mio corpo stava combattendo contro qualcosa”

Photo Credits: Jacques Jefferie/Instagram

Una stagione vissuta tra sogno e sofferenza. Jacques Jefferies ha raccontato di aver gareggiato per tutto l’inverno con il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi infettiva, spiegando così le difficoltà incontrate nel corso della sua prima annata ai massimi livelli.

Una rivelazione che getta una nuova luce sulle sue prestazioni e su un percorso vissuto spesso oltre il limite.

Per il biatleta franco-britannico, la stagione 2025/2026 era iniziata nel migliore dei modi. Dopo aver scelto di rappresentare la Gran Bretagna, Jefferies aveva fatto il suo debutto in Coppa del Mondo a Le Grand-Bornand, arrivando poi fino ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina.

Un percorso che sembrava segnare l’inizio di una nuova fase della sua carriera, ma che nascondeva una difficoltà invisibile.

Durante la preparazione, qualcosa non tornava. Eppure, i dati non lasciavano presagire nulla di preoccupante: “Ogni mattina guardavamo i numeri e ci dicevamo che era tutto normale. La variabilità della frequenza cardiaca stava migliorando, il programma funzionava. Non avevamo motivo di dubitare”.

Ma le sensazioni erano diverse. La fatica aumentava, gli allenamenti diventavano sempre più pesanti: “Sapevamo da tempo che qualcosa non andava. La stanchezza persistente, gli allenamenti più duri del previsto… non era normale”.

La risposta è arrivata solo dopo la stagione: “Il test è risultato positivo al virus di Epstein-Barr”.

Una scoperta che ha cambiato completamente la lettura del suo inverno. La reazione, sorprendentemente, non è stata di frustrazione, ma di sollievo: “Quando l’ho scoperto, ho provato un sollievo puro. Finalmente tutto aveva senso”.

Le prestazioni sottotono, le difficoltà sugli sci, la fatica costante: “I risultati in Germania, il ritiro preolimpico, i sette minuti e mezzo persi ai Giochi… tutto ha iniziato ad avere una spiegazione”.

E soprattutto: “Niente di tutto questo dipendeva da mancanza di preparazione, impegno o talento. Il mio corpo stava combattendo contro qualcosa di cui non sapevo nemmeno l’esistenza”.

Nonostante la malattia, Jefferies ha portato a termine l’intera stagione, partecipando anche ai Giochi Olimpici.

Una decisione che, col senno di poi, assume un significato particolare: “Se lo avessi saputo prima, forse sarei rimasto a casa a recuperare. Ma allo stesso tempo non avrei partecipato ai Giochi”.

E proprio questa consapevolezza alimenta il suo orgoglio: “Ne sono orgoglioso. Davvero”.

La rivelazione cambia completamente la percezione del suo inverno, trasformando una stagione difficile in una prova di resilienza.

Per Jefferies, quella appena conclusa non è stata solo un’annata sportiva, ma un’esperienza che ha messo alla prova corpo e mente.

Ora, con una diagnosi chiara e la possibilità di recuperare pienamente, il futuro può essere affrontato con una nuova consapevolezza.

E con la certezza di aver già dimostrato qualcosa di importante.

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