Chi segue lo sci di fondo sa che Elia Barp rappresenta una delle punte di diamante del movimento italiano da diversi anni. La doppia medaglia alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è soltanto la punta dell’iceberg di una crescita vertiginosa partita dai podi ai Mondiali Juniores e proseguita con il secondo posto nella staffetta a Oberhof e i due podi al fianco di Federico Pellegrino nell’ultima stagione nelle team sprint. I bronzi ottenuti a Tesero nelle gare a squadre sono quindi soltanto un passo verso ulteriori traguardi come raccontato in occasione del FISI Media Day.
Si sarebbe aspettato di conquistare il bronzo sia nella staffetta che nella team sprint?
Aspettato non so, forse è la parola sbagliata. Sapevamo che era possibile farlo ed era sicuramente l’obiettivo riuscire a portare a casa almeno una medaglia. Abbiamo dimostrato che anche nelle team sprint il livello era buono fin dall’inizio della stagione, quindi si è rivelata una possibile medaglia anche quella gara. Alla fine è andata bene: abbiamo preso medaglia sia nella staffetta che nella team sprint. Diciamo che è un obiettivo raggiunto e un buon punto di partenza per i prossimi anni.
Quanto sono lontani i norvegesi rispetto a voi?
direi che i norvegesi in generale non sono tanto lontani. L’alieno è Klæbo nella maggior parte delle gare, però gli altri norvegesi secondo me sono tutti alla portata. Soprattutto a livello individuale, nelle 10 km, penso che il divario con i primi sia davvero basso, quindi credo di poter far vedere delle belle cose nei prossimi anni.
Quanto è mancato per arrivare a podio nelle gare distance nel corso di questa stagione?
Il podio l’ho mancato di tre secondi, in altre occasioni di una decina. Probabilmente la strada che ho fatto e che ho seguito è quella giusta. Magari mi è mancata anche solo un po’ di esperienza. Non mi sento di aver sbagliato qualcosa durante la gara, quindi penso che il podio arriverà da sé, o comunque spero di essere sulla strada giusta per farlo arrivare nei prossimi anni. Ovviamente voglio crescere anche negli altri formati di gara, non solo nelle 10 km: le 20 km e le sprint restano una parte fondamentale del nostro sport, quindi continuerò a lavorare anche per quelle e vedremo di portare a casa i migliori risultati possibili.
Sente la pressione per l’eredità lasciata da Federico Pellegrino?
Penso che le pressioni rimangano quelle che abbiamo avuto negli scorsi anni. Ci si aspettava risultati da Federico come ci si aspetta risultati da noi. Ora sappiamo che lui non ne porterà più, quindi dovremo arrangiarci, ma penso che saremo pronti a farlo: io, Martino, Davide insieme a Simone. Credo che l’Italia sia in buone mani e che la strada sia quella giusta per portare a casa gli stessi risultati di Federico, se non di più.
Cosa si aspetta dai Mondiali di Falun 2027?
Mi aspetto di arrivare con una buona condizione, almeno quella che si è vista alle Olimpiadi. La 10 km sarà in tecnica classica, quindi è facile pensare che sarà la gara su cui punterò di più. Vedremo come andrà, ma sicuramente sarà la gara individuale più importante per me. Cercherò di farmi trovare pronto.
Di seguito la videointervista completa

