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Biathlon – Austria da rifondare in ottica 2028: nuovi tecnici e altre riforme per uscire dalla crisi

Credits: IBU

Dopo mesi segnati da tensioni interne, risultati deludenti e i ritiri di due pilastri come Lisa Hauser e Simon Eder, il biathlon austriaco prova a ripartire, con Ski Austria (Federazione austriaca di sci) impegnata a delineare un piano concreto per uscire dalla crisi e ricostruire credibilità tecnica e ambientale all’inizio di un ciclo olimpico che vedrò proprio il paese alpino ospitare i Mondiali di biathlon a metà percorso, nel 2028, in quel di Hochfilzen.

Il primo segnale forte è arrivato dai vertici. Il presidente Mario Stecher, dopo essere stato direttamente interpellato da un gruppo di sedici atleti, ha preso posizione in modo deciso, secondo quanto riporta Krone Zeitung. La richiesta era chiara: maggiore stabilità, metodi di allenamento moderni e soprattutto una gestione dei team più condivisa, dove staff tecnico e atleti possano dialogare in modo continuo.

Uno dei punti centrali del rilancio riguarda proprio l’area tecnica. L’ÖSV sta lavorando alla definizione di un nuovo assetto degli allenatori, con l’obiettivo di portare competenze aggiornate e una visione internazionale. In quest’ottica, prende sempre più quota il nome di Wolfgang Pichler, figura iconica del biathlon mondiale, destinato a entrare come consulente esterno, che apporterebbe l’enorme esperienza maturata con campionesse come Magdalena Forsberg e Hanna Öberg.

Parallelamente, si va verso un rinnovamento anche alla guida operativa delle squadre. Tra i candidati per il ruolo di capo allenatore maschile emerge Felian Schubert, profilo giovane ma già inserito nei circuiti federali. L’idea è quella di affiancare figure emergenti a tecnici di comprovata esperienza, creando un equilibrio tra innovazione e solidità.

Un altro nodo cruciale riguarda il reparto della preparazione dei materiali, da anni considerato uno dei punti deboli del sistema austriaco. La federazione ha deciso di intervenire con un’integrazione mirata di personale proveniente da altri settori, in particolare dalla combinata nordica, disciplina in cui l’Austria continua a eccellere. L’obiettivo è trasferire competenze su materiali, preparazione degli sci e gestione delle gare, ambiti in cui il gap con le nazioni di vertice è diventato evidente.

Non meno importante è il cambio di approccio nella gestione delle risorse umane. Dopo le polemiche legate ai tagli e agli allontanamenti di figure apprezzate dagli atleti, l’ÖSV sembra orientata a una revisione delle priorità: meno riduzioni indiscriminate e più investimenti mirati su professionalità ritenute strategiche. Un segnale distensivo nei confronti di una squadra che aveva espresso forte malcontento.

Resta invece sotto osservazione la posizione del direttore sportivo Christoph Sumann, finito al centro delle critiche negli ultimi mesi. Pur non essendo ancora state annunciate decisioni ufficiali, è evidente che il nuovo corso federale passerà anche da una ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità interne.

Il tempo stringe. I Campionati del mondo in casa tra due anni rappresentano un appuntamento simbolico e strategico per il movimento austriaco. L’obiettivo non è solo evitare una figuraccia, ma arrivare all’evento con una squadra competitiva e un ambiente finalmente stabilizzato.

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