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Biathlon – Juliane Jacob racconta il proprio calvario: “Voglio riscoprire il piacere di allenarmi senza dolore”

Juliane Jacob © Profilo Instagram Juliane Jacob

Juliane Jacob è uno dei prospetti più brillanti per il futuro del biathlon francese, tuttavia la 19enne di Chambéry ha faticato a trovare costanza negli ultimi anni. La transalpina è inserita in squadra B, tuttavia ha dovuto far i conti con una sindrome da intrappolamento dell’arteria poplitea che non gli ha permesso di allenarsi con tranquillità.

“I miei polpacci sono sovraccaricati e non riescono più a recuperare tra una competizione e l’altra. E’ come se fossero stati usati eccessivamente e non fossero più in grado di funzionare correttamente – ha spiegato Jacob ai microfoni di Nordic Magazine -. Mi sono sottoposta a iniezioni di tossina botulinica, ma non hanno mai funzionato per me, quindi ho provato a operarmi. L’intervento è stato eseguito in due fasi: una gamba ad aprile e l’altra a giugno. È stato un periodo un po’ lungo, con molta riabilitazione e fisioterapia, e ho ricominciato ad allenarmi seriamente a luglio“.

Nonostante l’operazione, Jacob non è riuscita a risolvere il problema osservando le difficoltà sin dai primi allenamenti, diventando sempre più gravi con l’incremento dei carichi in vista della stagione invernale.

Più ci addentravamo nella preparazione autunnale, peggio andava. Quindi quest’inverno è stato una delusione… Ho provato molto dolore e frustrazione. È stato difficile da gestire mentalmente perché sono entrata in una spirale negativa – ha aggiunto la biathleta francese -. O abbandonavo la gara, o facevo una brutta gara di sci e soffrivo, oppure cercavo di ottenere buoni risultati in gare affrontate con un approccio un po’ più rilassato. Nei giorni in cui mi sentivo in forma, riuscivo a gestire il dolore“.

La speranza che i risultati della riabilitazione si possano finalmente far sentire e possano permettere a Jacob di tornare ad allenarsi costantemente per ritrovare fiducia nei propri mezzi: “Mi resta ancora un anno nella categoria juniores e, nonostante tutto, ho ancora la motivazione per allenarmi. Prima di gareggiare, voglio riscoprire il piacere di competere e allenarmi senza dolore. La performance ne conseguirà“.

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